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Oliverio: per il rilancio della Calabria necessario il contributo di tutti

oliverio«Per troppo tempo in Calabria si è determinato un rapporto distorto che ha posto spesso la società civile in una posizione di subalternità rispetto alla politica e al potere». Ha esordito con questa affermazione il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, nel corso dell’intervista con il giornalista Aldo Varano al festival di Tropea “Leggere & Scrivere” che si sta svolgendo in questi giorni a Vibo Valentia. «Qualcosa, però – ha aggiunto Oliverio- sta cambiando. C’è un dinamismo nuovo. Qualcosa di molto profondo si sta muovendo in questa nostra regione. Sulla spinta di diversi fattori che stanno determinando un progressivo cambiamento. Migliaia di giovani hanno avuto accesso agli studi. E in questi anni hanno potuto confrontarsi con l’Europa e con il resto del mondo. L’esperienza di Erasmus, per esempio, è stata molto importante in questo senso».

Secondo Oliverio, «anche nel mondo dell’impresa qualcosa sta cambiando». «Certo – afferma – , non è facile recuperare dalla mattina alla sera ritardi che si sono accumulati in un lungo periodo di tempo- E che si esprimono in indicatori importanti come l’occupazione o il Pil. Ma nessuno può negare che ci sia una inversione di rotta rispetto al passato. Che va accompagnata da un nuovo protagonismo della società civile. C’è bisogno che si affermi  un nuovo civismo democratico». «Per governare questa nostra  regione non bastano più solo le rappresentanze elette o i partiti tradizionali. È necessario stimolare e valorizzare forze nuove che provengono da esperienze diverse».

OLIVERIO: LA POLITICA SI LIBERI DALL’ASSILLO DELLE ELEZIONI

E in questo tema cita l’evento “Cantiere Calabria” che si è svolto nelle scorse settimane all’Università della Calabria. «Lì – dice il governatore – abbiamo potuto verificare quante potenzialità esprime questa regione. Sono stati costituiti circa venti tavoli su argomenti diversi. E sono intervenuti 118 soggetti protagonisti della vita della nostra regione. Ora dobbiamo lavorare affinché questo potenziale scenda in campo e si esprima». «La sfida del cambiamento – sostiene – non può prescindere da un cambio di approccio con i problemi; da un salto di mentalità sul piano culturale. Ciò deve avvenire attraverso il protagonismo diffuso dei nuovi soggetti che provengono dai mondi vitali di questa nostra terra e operano nella società».

E per questo Oliverio chiede «il sostegno di tutti gli attori principali dello sviluppo: società, imprenditori, mondo dell’università e delle professioni, associazionismo e sindacati». «Per portare avanti questo lavoro è necessario che la politica si liberi dall’assillo delle elezioni, dall’assillo del consenso a tutti i costi. Lavorando per costruire processi innovativi e di crescita. È quanto abbiamo fatto finora e continueremo a fare nei prossimi mesi». «Oggi la Calabria gode di una considerazione diversa e migliore rispetto al passato; sia in ambito nazionale che internazionale. Ma dobbiamo ancora lavorare molto per cancellare lo stereotipo negativo con cui la nostra regione è stata descritta nel corso degli anni passati.

METTERE DA PARTE LOCALISMI E PENNACCHI

Dobbiamo farlo dando meno enfasi ai fattori negativi e valorizzando le esperienze positive».
In riferimento alla politica, per il governatore, «occorre allargare lo sguardo per intercettare le nuove domande e i nuovi bisogni a cui bisogna dare voce». «Dico questo anche rispetto al Pd – aggiunge – , che pur rimanendo ancora l’unica forza politica strutturata e l’unico baluardo rispetto alle spinte populiste in agguato nella nostra società, ha bisogno di aprirsi alle istanze della società».

«Occorre ripensare, insomma  – ha concluso Oliverio – un progetto che guardi alla crescita della Calabria nella sua interezza, mettendo da parte localismi e pennacchi che sono stati il tarlo più corrosivo della vita di questa regione. Per troppo tempo si sono inseguite chimere che hanno alimentato aspettative e localismi, a cui successivamente sono subentrate delusioni cocenti. La Calabria cresce, se cresce tutta insieme».

Fonte: Corriere della Calabria

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