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Ogni mattina un Calvario obbligato

Il Tribunale di Rossano

Il Tribunale di Rossano

I forzati della giustizia, lavoratrici e lavoratori del tribunale di Rossano in viaggio ogni giorno alla volta di Castrovillari. Donne e uomini che per decenni hanno scrutato l’orizzonte dello Jonio, osservando al tramonto il sole scomparire dietro il Pollino, fotografati a bordo di un bus, alle prime luci dell’alba, con nella mente i disagi e le difficoltà che incontrano quotidianamente in un palazzo di giustizia che fatica a contenere tutti. Una migrazione non voluta, con una velata speranza che si possa ritornare nel vecchio edificio di S. Stefano, in quell’ambito così familiare dal quale sono stati strappati da un riordino dei Distretti giudiziari cervellotico ed ingiusto. Oggi sono loro ad essere stati inghiottiti da un provvedimento governativo definito in mille modi, impugnato in tutte le sedi, avversato in ogni salsa, ma, purtroppo, ancora esecutivo, almeno fino a quando il nuovo Ministro della Giustizia non muoverà i primi passi, ricordando cosa diceva da responsabile giustizia del Pd.
Il pullman arranca con la gente che chiacchiera, per una giornata difficile come quella conclusasi la sera prima appena dodici ore fa ed una speranza di pensionamento sempre più lontana nel tempo. Poca integrazione, poca considerazione, forse la consapevolezza di essere ritenuti intrusi o quella di passare per vinti in una battaglia mai veramente ingaggiata, che ha visto prevalere più un capriccio che una effettiva necessità di risparmio. In questo numero raccontiamo il viaggio dei forzati, ma anche il disagio dell’utenza, con le impressioni degli addetti ai lavori.
Un’inchiesta che ci sembrava doverosa, forse perché noi non incarniamo lo spirito campanilista, né parteggiamo per l’uno o l’altro presidio. Le impressioni che circolano raccontano di uno scarso peso specifico della politica e di altrettanti viaggi romani tanto per esserci.
Il Brigante

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