Home / Attualità / Nuovo ospedale Insiti, depositati gli atti propedeutici. Entro 20 giorni la consegna dei lavori?

Nuovo ospedale Insiti, depositati gli atti propedeutici. Entro 20 giorni la consegna dei lavori?

Lo ha annunciato il consigliere Graziano. L’iter di costruzione ad un punto cruciale. Intanto la sanità annaspa: da 10 mesi lo Jonio senza Utic

«La società concessionaria dei lavori del nuovo ospedale ha consegnato (entro il termine della diffida fissato al 30 settembre) tutti gli atti propedeutici alla consegna dei lavori. Questo significa che a breve potrebbero essere definitivamente consegnati i lavori e avviare, così, l’attività di costruzione con la posa delle fondamenta della struttura. Aspettiamo fiduciosi e rimaniamo come sempre vigili».

Questo è quello che ha scritto in un post sul suo profilo social il capogruppo dell’Udc in consiglio regionale e componente della Commissione Sanità, Giuseppe Graziano. Ora, la procedura vuole che il Responsabile del procedimento acquisisca i documenti, legga le carte, le convalidi e avvii la consegna dei lavori dal committente (la Regione Calabria) al concessionario (la D’Agostino costruzioni). Tutto questo dovrebbe avvenire nell’arco di 20 giorni (così come prevede la normativa dei contratti pubblici).

Insomma, se non dovessero registrarsi ulteriori intoppi burocratici (che in questi ambienti sono più che prevedibili) entro il prossimo 22 di ottobre la società concessionaria dovrebbe essere nelle condizioni procedurali di attivare definitivamente i cantieri.

Ricordiamo che il prossimo step del cronoprogramma (quello annunciato ad inizio del luglio scorso) prevede l’avvio dei getti delle fondazioni del nuovo ospedale. Finora, dal subentro della D’Agostino costruzioni al precedente concessionario Tecnis, sono stati eseguiti i lavori esterni all’area ospedaliera (viabilità, reti di servizi e sistemazioni a verde), sono stati installati gli edifici di cantiere e installate le quattro mega gru.

Intanto la sanità sullo Jonio langue. Preoccupa la condizione del reparto di Cardiologia  

Nell’attesa della realizzazione del nuovo ospedale (chissà quando!) bisogna fare i conti con una realtà sanitaria amara e agonizzante. Ad oggi, una delle criticità maggiori nel sistema di intervento salvavita è rappresentata dalla parziale operatività del reparto di Cardiologia dello Spoke di Corigliano-Rossano.

È dal dicembre 2019, infatti, che l’unità operativa complessa insediata nel presidio “Giannettasio” lavora a metà servizio. Al momento, dopo la chiusura totale del reparto, avvenuta per carenze strutturali che ne avevano compromesso la sicurezza igienico-sanitaria, lo stesso è stato parzialmente riattivato in periodo di lockdown. Ma solo con i posti di osservazione. Mentre rimane inoperativa l’Unità di terapia intensiva coronarica. Questo significa che, ancora ad oggi, lo spoke di Corigliano-Rossano non è capace di gestire pazienti infartuati o con gravi squilibri cardiaci.

Una situazione verso la quale sembra esserci un incomprensibile disinteresse da parte dell’Azienda sanitaria di Cosenza che continua a rimane inerme difronte ad una situazione davvero preoccupante.

mar.lef.


Commenta

commenti