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Nuovo Dpcm, la protesta silente dei giovani di Fratelli d’Italia a Terranova da Sibari

«Questo è il frutto di un governo schizofrenico che dimostra quotidianamente di non avere una visione chiara della realtà»

Fratelli d’Italia fa sentire la sua voce a sostegno delle categorie commerciali ed imprenditoriali costrette a chiudere le proprie attività già alle ore 18.00 a seguito degli ultimi provvedimenti assunti dal Presidente del Consiglio, Conte.

Anche nel comprensorio di Spezzano Albanese, Terranova da Sibari, Tarsia e San Lorenzo del Vallo «non si poteva tacere di fronte a scelte governative che sono apparse sin da subito come ingiuste e vessatorie nei confronti di chi, nei mesi addietro, ha speso soldi ed importanti energie per adeguare i propri locali alle normative di sicurezza anticovid decise dallo stesso governo, il quale, con le scelte attuali, smentisce, di fatto, se stesso, affermando, indirettamente, che le indicazioni date nel recente passato, forse, non servivano a nulla per contenere la diffusione del virus».

È quanto dichiarano i giovani di Fratelli d’Italia di Terranova da Sibari che proprio ieri sera nel centro della Sibaritide hanno inscenato una protesta silenziosa contro le ultime regole imposte dal Governo.

«Un governo schizofrenico – scrivono – che dimostra quotidianamente di non avere una visione chiara su come affrontare questa crisi dovuta alla pandemia».

«A pagarne le conseguenze – aggiungono – sono una miriade di imprenditori, piccoli commercianti (bar, palestre, ristoranti, pub, ecc) ed un intero indotto che subiscono questa incapacità e che rischiano di disperdere anni di sacrifici e di ingenti investimenti. Molti di essi, a seguito delle strette introdotte, rischiano di non riaprire mai più».

Solidarietà e vicinanza viene espressa dai circoli locali di zona di Fratelli d’Italia, attraverso l’affissione di striscioni che hanno l’intento di denunciare uno stato di cose che non può essere tollerato.
Al Governo, si chiede di individuare le giuste strategie per garantire la salute dei cittadini e, allo stesso tempo, di soddisfare le legittime richieste da parte di chi non vuole elemosine dallo Stato ma soltanto la possibilità di poter lavorare e farlo in sicurezza.

«Nei cinque mesi appena trascorsi si è pensato a sperperare denaro pubblico per l’acquisto di monopattini e di banchi a rotelle e nulla, o comunque poco, è stato fatto per fronteggiare in maniera seria un’annunciata e prevedibilissima seconda ondata della  pandemia. Gli stessi circoli della zona hanno, altresì, allo studio ulteriori forme di civile e pacifica protesta per sensibilizzare ancor di più chi di competenza ad operare scelte ponderate e maggiormente idonee a tutelare tutti gli italiani».


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