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Nuova 106, il consiglio regionale fa quadrato e sfida il governo

Via libera a un odg con cui viene chiesto un tavolo di confronto all’esecutivo per scongiurare lo stop al terzo megalotto

nuova 106La politica calabrese si arrocca e sfida il governo gialloverde. Il consiglio regionale ha preso una posizione chiara nel tentativo di difendere la nuova 106 e il miliardo di investimento previsto.
L’Aula ha infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno bipartisan con cui viene chiesto al governo di chiarire le cause dei ritardi dell’opera. Con lo stesso documento, è stato dato mandato al presidente della Regione Oliverio di promuovere con urgenza un «tavolo di confronto» con l’esecutivo; «affinché – ha spiegato il relatore, Gianluca Gallo – il ministro delle Infrastrutture Toninelli dia certezze su tempi e modalità di realizzazione dell’opera».

L’atto trasversale del parlamentino regionale nasce in seguito all’approvazione dello “Sblocca cantieri”, che prevede di affidare a un commissario la responsabilità della realizzazione dei lavori della seconda tratta del terzo megalotto Sibari-Roseto Capo Spulico.
Ad allarmare sono state soprattutto le dichiarazioni alla Camera di Toninelli, secondo cui per questa opera si dovrà «valutare la compatibilità con le esigenze di finanza pubblica». Tanto è bastato per mettere in allerta la politica regionale, compatta nel difendere l’investimento di 1,4 miliardi – già deliberato dal Cipe – di fronte a un possibile cambio di programma da parte del governo.


OLIVERIO: «ESTERREFATTO»
Il più duro è stato il governatore Oliverio; che, dopo essersi detto «esterrefatto» circa i propositi del governo, ha bollato quelle di Toninelli come «parole in libera uscita, indicative della situazione in cui è finito il Paese». Il possibile stop dell’opera, per il presidente, rappresenterebbe «l’opposto degli interessi di questa regione». Oliverio ha anche attaccato i parlamentari di maggioranza: «Una volta i rappresentanti del territorio si battevano per la realizzazione di opere importanti, oggi siamo nelle situazione inversa e si mette in discussione un’opera approvata dopo un iter travagliato». Oliverio – che nei giorni scorsi aveva scritto a Toninelli per chiedere un tavolo tecnico – non ha nascosto la «preoccupazione» sulla sorte di un’opera «già finanziata e in fase di progettazione definitiva. Come si può mettere in discussione 10 anni di lavoro? Siamo di fronte a una furia iconoclasta di fronte alla quale può succedere di tutto. Questa azione del Consiglio rende più incisiva la nostra iniziativa nei confronti del governo».
GLI ALTRI CONSIGLIERI
L’odg – ha evidenziato il presidente del Consiglio Nicola Irto – «è un segnale politico-istituzionale di grande forza; che testimonia l’attenzione dell’aula su una delle questioni più importanti per il futuro della Calabria, quella delle infrastrutture». «In un contesto generale in cui sono state programmate tante opere pubbliche, concentrate quasi tutte nel Nord del Paese, non si può continuare a giocare e a permettere che a pagare le conseguenze sia l’ultima ruota del carro, cioè la nostra regione», ha detto Gallo. Fausto Orsomarso (Fdi) si è invece scagliato contro i 18 parlamentari calabresi del M5S (nominati uno per uno); colpevoli di essere rimasti «silenti» di fronte a questo provvedimento. «Devono andare a casa, non hanno il senso della conoscenza dei problemi, sono figli di una piattaforma. È gente inutile che usurpa la rappresentanza su un tema così centrale».
Si tratta, a parere di Orlandino Greco (Op) «di un tema politico che richiede battaglie politiche di tutti. Diciamo no a qualsiasi forma di commissariamento politico».
Il «vero pericolo», per Mimmo Bevacqua (Pd), oggi è rappresentato non dai 5 stelle, ma dalla Lega e da Salvini; che «rischia di rompere l’unità del Paese. Quando un governo nomina un commissario, vuol dire che c’è qualche problema».

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