Home / Attualità / Nessun nuovo caso Covid a Corigliano-Rossano. Tampone negativo

Nessun nuovo caso Covid a Corigliano-Rossano. Tampone negativo

Ennesimo falso allarme: la Sibaritide rimane covid-free. Intanto ci si chiede se funzionano i protocolli di intervento.

Non c’è nessun nuovo caso covid a Corigliano-Rossano e sull’alto Jonio calabrese. I tamponi effettuati sul 70enne di Bocchigliero, residente a Crosia, che ieri era stato trasferito all’hub di Cosenza nel reparto di malattie infettive dopo che la prima diagnosi e la tac fatta al “Giannettasio” di Rossano avevano riscontrato una sospetta sintomatologia da Coronavirus, hanno dato esito negativo.

In realtà sono decine i tamponi che continuano ad effettuarsi ogni giorno nel territorio su casi sospetti, su cittadini di rientro a anche per semplici ma necessarie verifiche. E tutti, per fortuna, fino ad oggi, hanno detto che il virus – almeno stando alle fonti ufficiali – da queste parti non circola.

Certo, non bisogna affrontare la situazione di emergenza (che ancora persiste) a cuor leggero e la prevenzione deve essere una costante per evitare l’innesco di uno scongiurabile focolaio. Ma non è nemmeno corretto foraggiare un ormai continuo e apocalittico allarmismo. Ed in questo il ruolo dell’informazione – lo ribadiamo – è essenziale. Già perché se da un lato nei presidi sanitari, soprattutto in questo particolare periodo, l’accortezza, il metodo della verifica e l’osservanza scrupolosa delle procedure di intervento non è mai troppo, dall’altro chi come noi ha il delicato compito di informare la popolazione ha il sacrosanto dovere di attenersi alle fonti ufficiali.

Ovviamente, c’è un problema di fondo che interessa il sistema sanitario calabrese in generale ed in particolare il servizio sanitario nel territorio ionico: il mancato rispetto dei protocolli. Il fatto che un “sospetto covid” (che per il 99% dei casi finora non è risultato positivo) arrivi liberamente in Pronto soccorso non è sicuramente una procedura usuale. Il Ministero della Sanità, Istituto Superiore della Sanità e la Protezione civile nazionale hanno detto e scritto, in ogni salsa, che chiunque accusi sintomi da coronavirus ha l’obbligo di contattare il medico di base o la centrale operativa del 118 che, dopo una prima diagnosi, decide il da farsi. Se necessario il ricovero scattano i protocolli.

Allora viene da chiedersi: funzionano davvero i protocolli? Finora pochissimi sono casi, transitati dai pronto soccorso dello Spoke di Corigliano-Rossano, risultati effettivamente positivi e che sono. La maggior parte sono stati “falsi allarmi” (per fortuna!). Cosa c’è che non quadra?

Il vero problema è che questa paura di fondo innesca altri meccanismi per i quali la gente cerca sempre meno le cure, spesso salvavita, nei pronto soccorso per non correre il rischio (non si sa fino a che punto fondato) di essere infettata.


Commenta

commenti