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Tumori e ferriti di zinco: la denuncia social di Francesco Gallo

di SERAFINO CARUSO

Chi lotta contro il cancro lo sa bene. Non sai se arriverai alla fine del tunnel. E se pur ci arrivi spesso ricadi all’indietro. I progressi della medicina e della scienza hanno fatto passi da gigante, negli ultimi venti anni. Ma ancora tanto resta da fare. Se poi, però, ci mettiamo anche l’indifferenza delle istituzioni, allora il discorso è diverso. Qui da noi, nella Sibaritide culla della Magna Grecia, ammalarsi di tumore significa, il più delle volte, dover fare le valigie e partire. L’ingegnere Francesco Gallo, di Cassano All’Ionio e che ben conosciamo, si è ammalato di tumore alla pleura nel maggio 2014. E oggi porta avanti una battaglia: contro il silenzio assordante sulle ferriti di zinco nella piana di Sibari. “Continuo – ci scrive – il calvario di emigrato sanitario per eseguire chemioterapia, radio e trasfusioni continue presso il Gemelli a Roma. Sono indignato e mortificato per la totale indifferenza di un territorio altamente contaminato da scorie di ferriti sepolte. Quella Sibaritide ricca di storia e ammirazione mondiale. La politica e le istituzioni sono assenti”.

IL CASO FERRITI DI ZINCO SEPOLTE NEL CUORE DELLA PIANA DI SIBARI

Le ferriti di zinco provenienti dalla ex Pertusola Sud di Crotone sono state interrate anche nel cuore della Piana di Sibari. Una parte dei terreni è stata bonificata. Ma un’altra parte no. E la gente, in quella zona, continua ad ammalarsi di tumore. “Basta con il cancro!”, dice l’ingegner Gallo. “Siamo stanchi di aspettare e vedere che tante famiglie della Sibaritide piangono i propri cari. L’assenza delle istituzioni di fronte a un problema di tonnellate di scorie sepolte nella Sybaritide, continua a seminare morte. Mettiamoci tutti la faccia ed esprimiamo il nostro dissenso, e chissà che qualcuno ci ascolti”. E Francesco Gallo, con una campagna avviata sul social Facebook, ci mette la faccia.“Sarà una provocazione – dice – un appello a tutte le famiglie, a chi soffre, a chi è affetto da patologie riconducibili ad inquinamento da ferriti di zinco nel territorio della Sybaritide. Era come se tutti quanti aspettassimo un input che doveva partire prima o poi. Ora stiamo sputando fuori quello che avevamo dentro”, dice il promotore.

SIBARI COME CROTONE: AREA AD ALTA INCIDENTALITA’ TUMORALE

“Sybaris come Kroton – dice l’ing. Gallo – compare nella lista dei siti di interesse nazionale (SIN), cioè tra quelle aree contaminate considerate più pericolose dallo Stato e che necessitano di bonifica in alcune aree individuate inquinate e da sottoporre ad esami epideomologici”. A Cassano, nelle località Treponti e Chidichimo, la bonifica è stata avviata nel 2010 dalla Syndial, società del Gruppo Eni. Da quanto si apprende nell’area vi risultano ancora diverse zone contaminate. “Servirebbe, quindi – dice Gallo – una caratterizzazione dei siti ancora rimasti inquinati e le discariche ancora abusive non rilevate da nessuno studio di caratterizzazione dei terreni e delle falde acquifere”. L’ing. Gallo fa appello al “principio di precauzione”, riconosciuto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Per invitare a tenere in considerazione non soltanto i siti certificati come “inquinati” dal Ministero dell’Ambiente. “Servirebbe – dice Francesco Gallo – un’anagrafe pubblica dettagliata dei siti inquinati refertati. E l’istituzione di un semplice registro delle cause di morte, per cominciare”.

FERRITI DI ZINCO CAUSA DI MORTE, MA NESSUNO NE PARLA

“Nel caso in cui i dati scientifici – dice ancora Gallo – non consentano una valutazione completa del rischio, il ricorso al principio di precauzione consente, ad esempio, di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi. Ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato. Crotone-Cassano-Cerchiara sono state individuate tra le aree SIN più inquinate d’Italia. E’ ormai un dato certo e inconfutabile. Intanto, le ferriti di zinco continuano a provocare tumori e morte a Cassano Jonio. Ma nessuno ne parla. Le aree sottoposte a sequestro in località Lattughelle nel Comune di Cassano Jonio, da novembre 2013 rimangono ignorate. Le ferriti sepolte non si toccano……, mentre la gente si ammala e muore di cancro”. Una denuncia forte. Che parte dal cuore. Da un animo ferito e che non vuole più sottostare a questa cappa di silenzio e morte. “Tutti complici silenti – dice -. Un’omertà inaudita e subdola da parte delle istituzioni contro ogni pur minimo intervento di risanamento e bonifica del sito inquinato. Intanto a Cassano ci si ammala di tumore alla pleura. E i melanomi killer colpiscono a tutte le età. Nessun esame epidemiologico ordinato, nonostante gli accertamenti del consulente della Procura del Tribunale di Castrovillari dichiara la presenza di cadmio, zinco, arsenico e ferro in quantità 100 volte superiore ai limiti tollerati”.

A LATTUGHELLE SEPOLTE ANCORA 18MILA TONNELLATE DI FERRITI DI ZINCO

“La gente continua a morire e qui c’è l’omertà delle istituzioni in un assordante silenzio. Bravi ai nostri politici, bella faccia tosta. Loro la faccia non c’è la mettono. Perché non dicono la verità negli annunci e nei comunicati stampa? Perché non si dice che a Cassano ancora 18.000 tonnellate di ferriti di zinco sono sepolte in località Lattughelle?”. L’ingegner Gallo è dolente. Parla non solo per sé, ma per tutti quanti sono in pericolo. Potenzialmente tutti. “Nella Sybaritide – conclude Gallo – continueremo a rimetterci la faccia. In un grido accorato “Basta con il cancro…… io continuerò a metterci la faccia”.

L’ingegner Francesco Gallo

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