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Natascia Callegaro e la tutela dei parrucchieri

L’hair stylist vuole far conoscere al Presidente del Consiglio dei Ministri la sicurezza offerta dalla categoria dei parrucchieri e degli estetisti

 

L’emergenza sanitaria in atto spinge gli individui ad avere un atteggiamento consono, caratterizzato da una sempre maggiore prudenza nei rapporti interpersonali. I singoli settori lavorativi si stanno adoperando per creare i presupposti di un concreto riavvio delle varie attività, in piena sicurezza per se stessi e per i propri clienti. In vista della riapertura della propria categoria professionale, un messaggio accorato giunge dalla parrucchiera e stilista Natascia Callegaro. Una vita dedicata al lavoro. Un’attività svolta con abnegazione. Un rapporto diretto, schietto, leale, basato sulla fiducia con i propri clienti. Ed è proprio in virtù di questi aspetti che l’hair stylist di Mirto Crosia ha scritto una lettera aperta, inviata tramite pec, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Una missiva semplice, attraverso la quale, la signora Callegaro ha invitato il Premier a recarsi nella sua struttura, ubicata nella cittadina ionica, per rendersi conto di persona del livello di sicurezza che viene offerto alla propria utenza. La nota acconciatrice ha esordito presentando la propria attività, spiegando che, oltre, all’attività di parrucchiera ha creato un centro benessere, dove all’interno lavora la propria figlia, la make-up artist Federica Prantera, come estetista massaggiatrice.

 

«Sono una professionista – ha scritto testualmente nella lettera la Callegaro –  e opero nel settore da quasi 30 anni e, con disciplina e rigore, metto la sicurezza sopra ogni cosa». Non manca un plauso nei confronti del Presidente Conte per il lavoro ben strutturato. «Avere a cuore la salute del Paese e di chi ci vive è encomiabile, le fa onore, ha il mio pieno sostegno. Merita la mia stima. Entrambi vogliamo offrire sicurezza.  Nel mio mestiere avere cura dei particolari, usare attenzione, ed evitare qualsiasi rischio è fondamentale. Proprio per questo, vista la peculiarità del lavoro che svolgo, desidero portare a Sua conoscenza che nella mia attività sono estremamente responsabile, attenta e ligia nell’ eseguire tutte le normative igienico sanitarie, utilizzando la massima diligenza con i migliori ausili a disposizione». E ancora.  «Nel mio centro, l’igiene e la sicurezza sono ai massimi livelli, perché utilizziamo gli standard più evoluti, suggeriti da esperti qualificati». Ed esplicita le azioni pianificate: «appuntamenti in base alla superficie del locale e ai dipendenti; utilizzo di dpi, dispositivi di protezione individuali monouso (guanti, mascherina, occhiali, gel igienizzante e copri-scarpe); sterilizzazione strumenti, con protocollo di sterilizzazione dell’autoclave medicale; strumenti di sterilizzazione, sfera ad alta disinfezione, ultrasuoni a freddo di tutti gli oggetti termo sensibili non autoclavabili; igienizzazione delle persone e sanificazione degli ambienti, oltre alla raccolta differenziata dei materiali usati». La signora Callegaro è preoccupata per la situazione che si sta determinando in Italia a causa della pandemia.

Nel suo settore si potrebbe determinare “la ‘morte civile’ di oltre 263mila addetti (nello specifico 35mila  centri di estetica e 95mila acconciatori) a me ha ucciso ben due volte. Legittimando così, il lavoro nero e l’ abusivismo.« Io – ha proseguito – voglio evitare di diventare un’abusiva, non voglio lavorare a nero, non voglio evadere il fisco perché sono imprenditrice e do lavoro. Sono una donna che  da anni ha un attività artigianale, nonostante mille difficoltà, sono una parrucchiera professionista attenta e scrupolosa. Con mia figlia, estetista massaggiatrice, vogliamo continuare a  lavorare per garantire il nostro contributo al paese». Da qui l’invito al Presidente Conte. «Venga nel mio centro a toccare con mano e a vedere con i suoi occhi il livello di sicurezza che attiviamo. Sono certa che comprenderà che gli acconciatori e le estetiste – ha concluso Natascia Callegaro – sono tra le categorie più rispettose delle normative igienico –sanitarie. Categorie che rappresentano circa  mezzo punto percentuale del Pil, le categorie che vogliono aiutare il Paese a iniziare la fase 2 da lei indicata, per fare partite subito la nostra Italia».


 

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