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Natale Graziano: “I cittadini si assumano la responsabilità delle scelte, superando la logica della delega al potente”

natale-grazianoLa stampa delle ultime settimane si è occupata esclusivamente di Italicum e delle infinite diatribe interne al PD. Tutto questo accade mentre si assiste sullo sfondo ad un Paese al collasso, con una disoccupazione record, un conflitto sociale permanente indotto da palesi ingiustizie ed una economia stagnante da terzo mondo. Alle nostre latitudini come sempre la situazione langue, nulla da segnalare, se non l’atavico rassegnato pessimismo di persone che non credono più nel governo, nella politica, nello Stato e nella possibilità di stare insieme.
E così pian piano tramonta ciò che resta di questa nostra democrazia, relegata alla parvenza di nostalgiche rievocazioni di giornate celebrative (il 25 aprile, 1 maggio e le tante altre) ma privata della sostanza profonda che è protagonismo del Popolo e partecipazione attiva alla vita del Paese come vuole la nostra tanto vituperata Costituzione.
Su questo mi permetto di invitare alla riflessione le nostre traballanti istituzioni ed il Presidente Oliverio al quale anche questo nostro territorio ha tributato significativi consensi condividendone in pieno il programma elettorale. Mario Oliverio ben conosce le nostre pene: il tracollo dei servizi essenziali, tra cui la giustizia annientata a seguito della soppressione del Tribunale di Rossano, la sanità privata dalle miopi politiche della destra di mezzi e risorse e pertanto non più in grado di far fronte alla impellente domanda di salute, l’assenza di infrastrutture (trasporti e mobilità in genere) funzionali a qualsivoglia minima idea di sviluppo.  Quanto al comune di Rossano il copione della destra è sempre lo stesso da oltre vent’anni che governa questa Città: tanta propaganda, tanto fumo, tante clientele e l’ordinaria amministrazione (marciapiedi, un po’ di bitume e manutenzione dell’esistente). Per il resto il nulla: nessun progetto di sviluppo, nessuna politica di apertura al mondo dell’impresa e della produzione, disoccupazione sempre più dilagante, alcun intervento nel sociale e men che mai iniziative di assistenza dei meno abbienti. In prospettiva del cambiamento occorre che i cittadini si assumano diretta responsabilità delle scelte superando la deleteria logica della delega al potente che è tale non già per autorevolezza e le qualità di un leader ma più semplicemente per la supina condiscendenza dei cittadini che diventano sudditi senza neppure accorgersene. Scriveva in proposito nel 1500 il francese Etienne de la Boétie nel libro “Discorso sulla servitù volontaria”: “Vorrei soltanto riuscire a comprendere come sia possibile che tanti uomini, tanti paesi, tante città e tante nazioni talvolta sopportino un tiranno solo, che non ha altro potere se non quello che essi stessi gli accordano, che ha la capacità di nuocere loro solo finché sono disposti a tollerarlo, e non potrebbe fare loro alcun male se essi non preferissero sopportarlo anziché opporglisi”.

Natale Graziano

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