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E’ nata la terza giunta Oliverio

oliverioCome da pronostico Oliverio vara la sua terza giunta e sostituisce i tre assessori mancanti con tre donne. Sono Maria Teresa Fragomeni – a cui andranno le deleghe Bilancio, Programmazione economica e politiche del personale –, Maria Francesca Corigliano – Cultura, Beni culturali e Istruzione – e Angela Robbe – Lavoro, formazione e Politiche Sociali.
Confermati gli uscenti Francesco Russo, che sarà il vicepresidente al posto di Viscomi, Franco Rossi, Roberto Musmanno e Antonella Rizzo. Oliverio, in particolare, ha elogiato il lavoro del suo nuovo vice, che, in aggiunta alle deleghe che già deteneva, si è visto assegnare anche quella allo Sviluppo economico e alle Attività produttive. «L’attività svolta dal professore Russo in qualità di assessore – ha detto – ha registrato unanimi apprezzamenti non solo in Calabria ma anche oltre i confini regionali».

Il riferimento è ai risultati raggiunti dall’ex professore dell’Università Mediterranea con l’approvazione del Piano Regionale dei Trasporti e l’istituzione della Zes di Gioia Tauro, entrambi «strumenti prioritari e strategici» attraverso i quali il governatore, fin dal momento del suo insediamento, «ha inteso perseguire l’obiettivo di rendere la Calabria meno periferica e marginale ed, al tempo stesso, più attrattiva ed autopropulsiva». «Ho inteso compiere questa scelta – ha affermato ancora Oliverio – per dare maggiore impulso alla nostra azione di governo affinché, a compimento del mandato elettorale conferitomi, i cittadini possano toccare con mano il mutamento della condizione in cui versa la Calabria.

OLIVERIO: SI VANNO REGISTRANDO PRIMI TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA

Vogliamo dimostrare – ha continuato Mario Oliverio – che nonostante le macerie ereditate stiamo lavorando con successo per restituire alla nostra terra il diritto ad avere speranza e fiducia verso il futuro. I primi timidi segnali di ripresa si vanno già registrando. Dopo oltre un decennio compare il segno positivo davanti ad alcuni indicatori economici. Questa prima inversione di tendenza non può essere ritenuta, però, ancora soddisfacente. Siamo impegnati a fare ancora di più e meglio e a dare una forte accelerazione per determinare il miglioramento della condizione di vita dei calabresi e per l’affermazione di una positiva reputazione della Calabria».

Quanto alle nuove “assessore”, hanno profili ben riconoscibili: Fragomeni, commercialista ritenuta molto vicina al capogruppo Sebi Romeo, è una dirigente del Pd della Locride; Corigliano è stata candidata alle regionali del 2014 ed è stata assessore provinciale a Cosenza al tempo della presidenza Oliverio; Robbe (nella foto sotto, con Oliverio) è l’attuale presidente di Legacoop Calabria.

DIRIGENTI E STRUTTURE

Rimpasto, azzeramento e rotazione. Sono queste le tre direttive seguite dal governatore in questa fase. Quella in atto è una rivoluzione non solo politica, ma anche amministrativa. Oliverio infatti ha già stabilito l’azzeramento totale di tutte le strutture di supporto degli assessori in carica. Un repulisti in piena regola, a cui seguiranno evidentemente nuove nomine più adatte agli obiettivi del presidente. E novità riguardano anche l’assetto dirigenziale, con molti cambi ai vertici dei dipartimenti. La rotazione dovrebbe riguardare l’attuale dg dell’Agricoltura, pronto ad assumere l’incarico di capo delle Attività produttive. Al suo posto sarebbe in procinto di subentrare Giacomo Giovinazzo.

La novità potrebbe essere rappresentata dal manager di lungo corso Carmine Barbaro, da molto tempo fuori dal “giro” ma scelto da Oliverio per un nuovo e importante ruolo. Barbaro, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato cooptato in quota Mimmetto Battaglia, consigliere regionale del Pd di Reggio. I cambiamenti riguarderanno anche le società regionale Fincalabra e Arpacal – guidate rispettivamente dallo stesso Salvino e da Maria Francesca Gatto – che dovrebbero subire un taglio al vertice. Il governatore, tuttavia, non avrebbe ancora deciso i nomi dei sostituti.

MAGORNO D’ACCORDO

Oliverio è convinto di aver fatto le scelte giuste. E a rincuorarlo sarebbero anche arrivati i messaggi privati dei suoi consiglieri. «Le mie decisioni – avrebbe detto il governatore ai suoi collaboratori più stretti – non provocheranno turbolenze nella maggioranza. Ho rispettato gli accordi che avevamo preso». Il riferimento è alla nomina di Fragomeni; che violerebbe il presunto accordo preso nell’ultima riunione di maggioranza; quando si stabilì che i nuovi assessori non dovessero avere “legami” con i consiglieri regionali. L’entourage del governatore, però, smentisce categoricamente la sottoscrizione di questo “contratto”.

«Una proposta di questo tipo era stata avanzata da Giuseppe Aieta e da altri consiglieri, ma non era infine entrata nel patto finale», osserva un membro dell’inner circle oliveriano.
Si va avanti, allora, con il pieno appoggio del segretario uscente del Pd Ernesto Magorno. Che avrebbe dato a Oliverio il suo via libera sia ai nomi dei nuovi assessori sia al nuovo assetto burocratico della Regione.

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