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Museo diocesano, mostra fotografica nell’oratorio della Panaghia

museo diocesanoIn occasione dell’attuazione del progetto Chiese aperte, Il Museo Diocesano e del Codex e l’Oratorio della Panaghia ospiteranno dal 3 al 22 ottobre le immagini del progetto “Connected Open Heritage”. Si tratta di una iniziativa di Wikimedia Italia, realizzata in collaborazione con Wikipedia Svezia e con l’Unesco. Promossa al fine di salvaguardare il patrimonio culturale a rischio in varie parti del mondo. Scopo principale del progetto è quello di sensibilizzare alla conoscenza del patrimonio culturale mondiale; in pericolo a causa di guerre, disastri naturali, incuria umana. Per preservarlo e renderlo liberamente disponibile online attraverso la digitalizzazione. Le immagini sono state realizzate dagli utenti. Con l’obiettivo di raccontare la storia e le evoluzioni nel tempo di uno specifico bene culturale in pericolo. Così che possa essere ricordato e diventare patrimonio di tutti.

MUSEO DIOCESANO, OPERE DISLOCATE IN DUE LUOGHI SIGNIFICATIVI

La mostra è stata ospitata in varie città d’Italia, d’Europa e del mondo, per raccontare le “storie” dei beni culturali mondiali a rischio. E Rossano è stata scelta da Wikimedia come una delle mete di questo affascinate viaggio. L’associazione “Insieme per Camminare”, ente gestore del Museo Diocesano e del Codex ha deciso di accogliere la mostra in concomitanza con l’attuazione del corso “Chiese aperte”; un corso di formazione per volontari per la tutela e la valorizzazione degli edifici di culto, con particolare riferimento ai beni poco fruibili. Per tale motivo si è pensato di dislocare le opere in due luoghi significativi: l’aula polifunzionale del Museo, all’interno della quale si tiene il corso di formazione per la sensibilizzazione alla salvaguarda del nostro patrimonio, e l’oratorio bizantino della Panaghia, uno dei tanti luoghi ricchi di storia che necessita di una maggiore valorizzazione.

Il fulcro centrale delle opere è accolto nell’oratorio della Panaghia con un allestimento semplice, ma di forte impatto, che occupa integralmente lo spazio, quasi disturbando il visitatore, per spronarlo alla riflessione sui temi della conoscenza e della salvaguardia di un patrimonio che appartiene a ciascuno di noi.

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