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Mormanno, bagno di folla per la riapertura al culto della Cattedrale

cattedrale-mormannoUn bagno di folla, la presenza delle autorità civili e militari, la partecipazione di gran parte del clero diocesano hanno segnato, giovedì sera, il ritorno alla normalità. È stata una santa messa, presieduta dal vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a suggellare la riapertura al culto della Chiesa di Santa Maria del Colle, resa inagibile dalla scossa di magnitudo 5 che la sera del 26 ottobre 2012 flagellò i paesi del Pollino.
Ventun mesi dopo, Mormanno si è ripresa la sua Cattedrale. Nel corso della sua omelia, partendo dalle letture del giorno nella memoria liturgica di sant’Ignazio di Loyola, il Presule ha analogicamente collegato la figura del vasaio di cui parla il Profeta Geremia, che mette insieme i cocci di un vaso andato in frantumi con amore e dedizione, a quello che è stato l’impegno della Chiesa cassanese dopo l’evento sismico: «C’è stata gente come il vasaio – ha detto monsignor Galantino – che si è data da fare per rimettere insieme i cocci di una comunità ecclesiale ferita. Segno che esiste la possibilità di rialzarsi in piedi, che si può fare anche se spesso si è messi a dura prova da una burocrazia lenta e farraginosa». Non è mancato l’invito alla collaborazione: «Contribuire a rimettere insieme i cocci, come il vasaio – ha aggiunto il vescovo – è un dovere per ciascuno: in ogni ambito della vita di ognuno bisogna sempre coltivare il bene comune e non perseguire il solo interesse personale. Bisogna far rinascere la fiducia». Un augurio particolare alla comunità mormannese ha chiuso la riflessione: «Vi esorto a camminare con gioia e serenità per ridare vita e speranza alla città tutta, perché è dal Signore che viene la forza e l’entusiasmo di andare avanti coltivando sempre la speranza». A seguire, il parroco, monsignor Giuseppe Oliva, ha ringraziato il vescovo facendosi portavoce «dei sentimenti di ciascun mormannese per l’occasione, per la possibilità di riappropriarsi di un pezzo di storia e di cuore, tassello importante nel poliedrico mosaico della vita cittadina».
La Cattedrale di Santa Maria del Colle, eretta nel 1183 e più volte ristrutturata, ha assunto la sua attuale fisionomia nel Settecento. A meno di due anni dall’evento sismico, lo storico edificio è stato restituito al popolo di Dio con celerità e spese contenute, grazie all’intesa tra le istituzioni interessate: la Diocesi, col proprio Ufficio tecnico guidato da Raffaele Bloise, ha curato la progettazione, predisposta dagli architetti Gaetano Leto e Sabrina Mainieri e dal geologo Giuseppe Campanella e messa a disposizione gratuitamente del Comune di Mormanno e dell’Ufficio del Commissario per il sisma, coordinato dal Prefetto, che ha poi autorizzato l’esecuzione dei lavori, finanziati attraverso i fondi concessi dalla Protezione Civile regionale e portati a compimento dall’impresa Mirabelli.
Ultimati gli interventi riguardanti le navate, i transetti ed il tiburio, restano ora da completare le opere previste per la sagrestia e gli esterni. A fine settembre saranno definiti anche quelli e, nell’occasione, sarà organizzata una mostra-convegno per avviare un confronto sulla metodologia seguita, che ha permesso di conseguire il risultato in tempi rapidi e senza dispendio di risorse finanziarie.

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