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Monsignor Satriano, migranti Diciotti: “100 persone non invadono l’Italia.Questo è un territorio da sempre vocato all’accoglienza”

mons. santo marcianòMonsignor Giuseppe Satriano sul caso migranti della nave Diciotti non usa mezzi termini. All’indomani delle aspre polemiche che si sono susseguite sui social, alimentate da chi di accoglienza non vuole proprio sentirne parlare, a L’Eco dello Jonio l’Arcivescovo Satriano risponde in modo netto. “Tanta rabbia, livore, oltre alla paura del diverso sono frutto di una propaganda che istiga all’odio. 100 persone non invadono certo l’Italia. Quindi su questi numeri si è creata una propaganda ed una questione di principio che non è basata certamente sui valori cristiani, in primis quello dell’accoglienza. Certamente è più facile suscitare Paura che non instillare solidarietà. Inoltre – continua Monsignor Satriano – ci sono Paesi europei, che accolgono Profughi in numeri enormi rispetto all’Italia e questo è un dato che è sotto gli occhi di tutti. Basta consultare le Liste ONU e i dati UNHCR (65.6 milioni di persone in tutto il mondo, un numero senza precedenti, sono state costrette a fuggire dal proprio Paese. Di queste, circa 22.5 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni, ndr)

“Si è parlato di soldi e business. Ci tengo a precisare che la nostra accoglienza si fonda sul Piano Personale, nessuno ha mai creato centri o SPRAR. I migranti siamo pronti ad accoglierli nelle nostre case o parrocchie, esattamente come abbiamo fatto nel caso dei 20 giovani, ospitati nelle nostre dimore. Non abbiamo di sicuro chiesto alcun tipo di aiuto”. E sul grande sostentamento che la Caritas, le Diocesi e la Chiesa offrono agli Italiani, Monsignor Satriano è molto chiaro:” Quotidianamente la Chiesa  interviene nell’aiuto a famiglie in difficoltà o a chiunque si rivolge perchè disperato. Nel nostro territorio l’aiuto offerto ai cittadini italiani non regge la cifra in confronto ai cittadini stranieri. E voglio ricordare anche il prezioso AIUTO ottenuto, all’indomani dell’Alluvione, quando  il segretario CEI ha disposto di tutto ciò che occorreva per fronteggiare l’emergenza”.

“Il mio intervento – continua Monsignor Satriano – doveva suscitare nella gente una riflessione.  Salmo 11: “Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, io sorgerò dice il Signore, metterò in salvo chi è disprezzato”.  Del resto questo territorio è storicamente vocato all’accoglienza. I monaci fuggirono dalle lotte iconoclaste e trovarono rifugio in queste montagne, così come le popolazioni albanesi”. AIUTARE LA GENTE A RIFLETTERE. Una riflessione che Monsignor  Satriano ha lasciato anche nel saluto alla Vergine Achiropita, in occasione dei festeggiamenti della nostra Patrona il 15 agosto.

“Vergine Madre Achiropita, liberaci dalla velleità di realizzarci senza l’altro, miraggio egoistico che rende sterile il cuore, e conduce a edificare abusivamente, senza scrupoli, percorsi di vita franosi che dilaniano l’esistenza di tanti.

Sostienici, invece, in ogni sussulto di generosità, lì dove l’anima si apre al respiro di Dio e genera cammini di vicinanza e di solidarietà, proprio come fecero i nostri padri in questo territorio quando accolsero i monaci che fuggivano dalla persecuzione in Oriente e in seguito le moltitudini di albanesi che scappavano dall’oppressore Ottomano.

Dischiudi, o Vergine Santa, i nostri vissuti a chi, col suo bagaglio di dolore e speranza, bussa alle nostre vite e rendici consapevoli che non c’è vita senza l’altro”.

 

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