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Mons. Marcianò: grazie tante a questa Chiesa

mons. marcianòIl conferimento della cittadinanza onoraria a Mons. Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, nonché già Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, è stato un momento di grande festa e partecipazione per tutta la Diocesi. Mons. Marcianò è riuscito a lasciare, nel corso dei suoi sette anni in questa Diocesi, un segno indelebile. L’affetto tributatogli dai cittadini e dalle Istituzioni non è arrivato a caso. La Diocesi di Rossano-Cariati ha condiviso con partecipazione di cuore e preghiera l’iniziativa del conferimento da parte del Comune di Rossano della cittadinanza onoraria a mons. Santo Marcianò. “Il solenne momento istituzionale e civile – si legge in una nota diramata dalla Diocesi – che si è tenuto presso la Sala Consiliare del palazzo di città di Rossano è stato preceduto da un incontro informale nel Museo Diocesano di Arte Sacra e del Codex. In cui mons. Marcianò è stato accolto dall’Arcivescovo mons. Giuseppe Satriano alla presenza dei sacerdoti della Diocesi.

Donato a Mons. Marcianò un calamaio con il simbolo del Codex

Un momento voluto dal padre Arcivescovo. Anche per consentire a mons. Marcianò di prendere visione dei lavori di restauro del Museo Diocesano da lui avviati. Nonché di poter ammirare dal vivo, sfogliandolo, dopo il sapiente lavoro di restauro, il Codex Purpureus Rossanensis. Oggi patrimonio dell’umanità. Il cui iter di riconoscimento presso l’Unesco è stato avviato proprio dall’Ordinario Militare d’Italia. Nel corso del suo ministero presso la Diocesi di Rossano-Cariati. A suggello della visita mons. Satriano ha donato all’ormai concittadino rossanese, un calamaio. Forgiato appositamente per l’occasione, con alla base il simbolo del Codex. Presente all’incontro anche mons. Luigi Renzo, vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, tra i primi a far “innamorare” del Codex mons. Marcianò quando ricopriva la carica di vicario generale della chiesa locale.

Marcianò: questa chiesa mi ha aiutato a diventare più uomo

“Siamo felici e onorati del gesto fatto dall’Amministrazione comunale di Rossano – ha dichiarato mons. Satriano nel suo breve saluto nel chiostro del Museo -. Oggi torna a casa un figlio di questa terra. E il dono che gli abbiamo consegnato vuole essere a perenne ricordo di questa chiesa e del Codex. Ringraziandolo per l’amore che ha profuso attraverso la sua opera”. “Grazie a te e alla chiesa di Rossano – ha dichiarato con emozione mons. Marcianò – questa chiesa che tu rappresenti mi ha aiutato con il suo affetto a diventare più uomo e più vescovo perché non si nasce vescovi. Grazie a te – ha proseguito rivolgendosi all’arcivescovo Satriano – che sei stato artefice di questo momento.

Grazie perché mi hai chiesto di tornare e per la tua sincera amicizia e grazie a tutti voi che porto e che porterò sempre nel cuore”. Una traccia importante, quella lasciata da Mons. Marcianò. Che ha dedicato tanto a questa terra. Che ricambia con affetto e generosità. Encomiabile, anche, il lavoro portato avanti con umiltà e silenzio dal suo successore, Mons. Giuseppe Satriano. A cui questa terra già riconosce grande spirito di affetto e amore.

Fonte: La Provincia di Cosenza

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