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Mirto Crosia, concluso l’evento dedicato a Padre Matteo Ricci

“Matteo Ricci, antesignano della buona globalizzazione” è il titolo dell’evento di studio promosso dal Circolo Culturale “Umberto Zanotti Bianco” di Mirto Crosia e tenutosi presso il Liceo delle Scienze Umane di Rossano.

Relatore dell’incontro è stato il gesuita padre Giancarlo Pani, del “Collegio degli scrittori” e vicedirettore de “La Civiltà Cattolica”, la prestigiosa rivista dei gesuiti che è la più antica esistente nel panorama culturale italiano e che, dal 1850, anno della sua fondazione, non ha mai interrotto le sue pubblicazioni.

Dopo i saluti di benvenuto da parte della Dirigente scolastica Maria Antonietta Salvati, ha introdotto i lavori Franco Rizzo, Presidente del Circolo UZB, il quale, dopo aver definito un “gigante della cristianità” il padre gesuita Matteo Ricci, matematico, cartografo e sinologo, arrivato in Cina nel 1582 per rimanervi per quasi 30 anni fino alla morte e svolgervi un ruolo decisivo nella diffusione non solo del cristianesimo, ma anche della cultura e della scienza europea, si è soffermato sulla storia delle rivista e sulla figura del Relatore.

Ha preso quindi la parola il padre Pani, in quale, accompagnandosi con un eccellente PowerPoint, con una esposizione completa, accattivante, ricca di particolari e anche di varie curiosità, ha illustrato la personalità, la vita e la missione del padre Matteo Ricci, che fattosi cinese fra i cinesi, ebbe modo, dopo lunghe traversie, di arrivare e farsi accogliere a Pechino, dove, conquistata la benevolenza dell’Imperatore, riuscì a stabilire condizioni di stima reciproca che, ancora oggi, lo fanno ricordare come uno degli occidentali più amati nel grande Paese asiatico.

Dopo brevi interventi di alcuni alunni del Liceo e del docente Giuseppe Ferraro, ha concluso i lavori l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano, il quale ha voluto rimarcare come il grande segreto del successo di padre Ricci sia stato quello di presentarsi non come un evangelizzatore tout court, ma come persona capace di porsi all’ascolto dell’altro, per condividerne umanità e spiritualità, senza mai smarrire il canone evangelico. All’incontro hanno partecipato rappresentati dell’UGCI, dell’Ufficio IRC della Diocesi, del Circolo Igino Giordani di Corigliano.

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