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Minoranza: «Come Nerone e Agrippina. Stasi non si fida di nessuno, solo della mamma»

L’Opposizione consigliare di Corigliano Rossano, con Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano, Gennaro Scorza e Adele Olivo, va all’attacco 

Non bastava il sindaco imberbe, il giovanotto scanzonato che in jeans e maglietta e con la chitarra in mano un giorno si è ritrovato a governare, di punto in bianco, una città grande e complessa. Non bastava, poi, passati i fumi dell’entusiasmo, essersi ritrovati in una Corigliano-Rossano ripiegata su sé stessa. Oggi scopriamo un altro lato tragicomico di questa esperienza amministrativa: il primo cittadino chiede l’aiuto da casa. E lo fa chiamando a sé la mamma. Nulla in contrario, per carità, sull’incondizionato amore che ogni figlio deve avere nei confronti della sua mamma. E non è questo assolutamente il punto.

Però non capiamo perché il nostro sindaco alcune critiche proprio se le va a cercare. Ma che necessità c’era di affidare un incarico, tra i tanti già assegnati da inizio consiliatura, alla mamma dipendente comunale? Tra l’altro un incarico di responsabilità relativo al procedimento complesso della istruzione delle istanze di concorso. Ma perché?! Cioè, la gestione dei concorsi sarà una questione di famiglia a scelta e discrezione di mamma e figlio? Ma vi pare una cosa normale?

Forse perché come Nerone, l’imberbe sindaco Stasi, ha bisogno di avere la supervisione della mamma Agrippina sulle sue azioni amministrative. Ce li immaginiamo i dialoghi tra mamma e figlio in un’immagine onirica (per loro) e tragica (per i cittadini).

Non mettiamo in discussione le qualità professionali della signora Gradilone ma evidenziamo e denunciamo un macroscopico conflitto di interessi nell’amministrazione della cosa pubblica. Intollerabile e inammissibile. Nel quale non possiamo non evidenziare anche la colpevole correità del segretario comunale che, ormai, sembra essere diventato un sottoposto alle scelte dell’Amministrazione comunale.

Ci chiediamo, inoltre, quale sia il rapporto di fiducia che il sindaco ha instaurato con i dirigenti comunali e soprattutto con la sua stessa giunta. Se si ha necessità di mettere nei posti di comando persone appartenenti alla sua strettissima cerchia, “scomodando” finanche la mamma per assolvere a questi ruoli, vuol dire davvero che c’è un problema di democrazia e di pochissima trasparenza nella gestione della cosa pubblica a Corigliano-Rossano. E non vogliamo immaginare che clima si respiri oggi tra i dipendenti comunali e tra gli stessi componenti della squadra di governo data la presenza di una mamma super-potente e crediamo anche invadente che ha occhi e bocca su tutto quello che accade all’interno delle stanze del municipio. Così non va assolutamente bene. Ma ci chiediamo anche, a questo punto, a cosa servano gli assessori se il primo cittadino si è creata la sua coorte. La sciolga la Giunta il sindaco e nomini, giusto per dovere statutario e di legge, due assessori, tanto gli altri non gli servono a nulla.

Dispiace che difronte a questi siffatti, macroscopici e inquietanti soprusi la Maggioranza stia zitta e muta, assorba in silenzio. Il ruolo del vicesindaco in questa città, qual è? È possibile che la sua figura sia relegata ad un titolo che poi nei fatti non ha alcun valore? Ma un po’ di dignità. Che diamine!


 

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