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Mimmo Bevacqua: “Il centro fibrosi cistica non può chiudere”

COMUNICATO STAMPA

consigliere-bevacqua“L’unico centro presente in Calabria specializzato per la cura della fibrosi cistica non può chiudere: non ci sono se, non ci sono ma”. Così interviene il consigliere Bevacqua su quanto sta accadendo a Lamezia, con la dimissione forzata dei 140 pazienti (dei quali la metà sotto i 18 anni, uno ha due mesi di vita), unitamente alla sospensione dei ricoveri per mancanza di personale medico e infermieristico. Le ragioni di allineamento al piano di rientro dal deficit – afferma Bevacqua – sono irricevibili: qui si tratta di cure vitali garantite da un centro che ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001 e ha ridotto l’emigrazione sanitaria a zero e, per di più, di uno spreco aggiuntivo di denaro pubblico, se si tiene conto dei 300.000 euro già spesi per l’apertura della struttura e per la formazione di personale che ha raggiunto livelli di eccellenza unanimemente riconosciuti.
Per primi, pazienti e famiglie chiedono a gran voce che il personale sia potenziato e stabilizzato: ad oggi, a parte l’insufficienza di organico, tre dottoresse su tre e il fisioterapista risultano precari. La decurtazione dei diritti dei malati colpisce anche altre attività legate all’assistenza quotidiana, alla ricerca, alla diagnosi e alla prevenzione, quali lo screening neonatale, test del sudore, day hospital. Conoscendo personalmente alcune delle famiglie interessate – continua Bevacqua -e avendo contezza dei sacrifici quotidiani cui si devono sottoporre anche solo in relazione ai lunghi viaggi, interni alla regione, per effettuare la terapia, non posso restare insensibile alle loro legittime e sacrosante richieste.
Ora, – conclude Bevacqua – se è vero, com’è vero, che la legge 548/93 prevede un Centro Fibrosi Cistica in ogni regione italiana, in Calabria non può restare lettera morta. Rivolgo pertanto un accorato appello al Commissario Scura affinché prenda atto della necessità di mantenere nella piena funzionalità una struttura irrinunciabile.

Mimmo Bevacqua

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