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Migranti, il ministro Minniti: “La Calabria terra d’accoglienza”

Migranti. A Taverna firmato il protocollo d’intesa per l’avvio dei progetti Sprar in 149 Comuni. Il volto nuovo e sostenibile dell’accoglienza passa per i progetti Sprar e la Calabria, nella mattinata di sabato, ha dato forte dimostrazione di interesse al nuovo modello di gestione dei flussi migratori. La presenza di Marco Minniti, ministro dell’Interno, alla firma del protocollo tra Ministero, Prefetture calabresi, Anci Calabria e Regione è stata quindi la sintesi ideale per consegnare alla nostra regione il ruolo di ponte tra l’Europa e le aree da cui arrivano i migranti che proprio in Europa cercano migliore fortuna. Un ruolo, questo, che è stato voluto da 194 sindaci calabresi, in rappresentanza di quasi la metà dei Comuni calabresi, che si sono resi disponibili ed interessati ad attivare un progetto Sprar.

I PROGETTI SPRAR “Sprar” è l’acronimo con cui vengono identificati il sistema di protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati. All’interno del sistema, è prevista, in accordo con i Comuni e gli Enti Locali, la nascita di progetti di cooperazione finalizzati all’integrazione dei migranti che hanno già ottenuto lo status di rifiugiati o hanno richiesto asilo nel nostro Paese.
In pratica, un modello di integrazione diffusa sul territorio che secondo il ministro Minniti «è un veicolo straordinario per la vera integrazione perché non solo rende impossibile costruire muri di diffidenza e incomunicabilità tra chi accoglie e chi viene accolto, ma anche perché è uno strumento importante per evitare che nel sistema dell’accoglienza si infiltrino le organizzazioni criminali. Per questo credo fermamente nell’esigenza di superare il modello di accoglienza proposta dai Cas in favore di un modello di accoglienza diffuso».

LA ‘NDRANGHETA E L’ACCOGLIENZA Quasi a voler sostenere con i fatti le parole del ministro Minniti, il prefetto di Catanzaro Luisa Latella, nel corso del suo intervento, ha annunciato che «nella settimana prossima saranno commissariati per presunte infiltrazioni mafiose quattro centri di accoglienza in provincia di Catanzaro». Una notizia eclatante che arriva a qualche mese da quando l’inchiesta “Jonny” aveva messo in luce nella gestione del Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e nei giorni in cui filtrano indiscrezioni su un’interdittiva antimafia all’indirizzo di aziende e cooperative che gestiscono alcuni centri di accoglienza nel vibonese.

CALABRIA, ITALIA, EUROPA, AFRICA L’analisi del ministro Minniti sul fenomeno migratorio ha coinvolto un ampio orizzonte, ben oltre quello regionale: «La Calabria – ha detto – conferma di avere l’attitudine ad affrontare i problemi con un piglio nazionale. D’altronde le regioni più esposte ai problemi riescono comunque a guardare alle cose e ad affrontarle sulla base della loro storia e della loro cultura. L’immigrazione è un fenomeno epocale che accompagna e accompagnerà la storia del mondo: non è questione di brevissimo periodo, non ci sono soluzioni miracolistiche, ma è necessario un lavoro faticoso. Bisogna suonare più tasti, non solo uno, per produrre armonia, cioè effetti stabili. È necessario parlare di governo dei flussi migratori perché non vogliamo subire questo fenomeno ma amministrarlo analizzando la situazione in tutta la sua complessità. Il problema non è solo dell’Italia, ma dell’Europa, ma se noi non avessimo cominciato ad affrontarlo con serietà, non avremmo potuto chiamare alla proprie responsabilità le altre nazioni. In più, nei prossimi decenni il futuro dell’Europa si giocherà sul terreno dei rapporti con l’Africa. «Oggi – ha proseguito -, sebbene non possiamo ancora dire che l’emergenza sia finita, possiamo affermare che la situazione non è imprevedibile: sono diminuite le partenze dalla Libia del 24% e gli arrivi dal sud dell’Africa in Libia del 35%. Quest’ultimo è un obiettivo fondamentale per evitare che la Libia diventi un collo di bottiglia. Certo, sappiamo anche che le condizioni umanitarie dei centri di accoglienza libici non sono accettabili, ma nonostante la Libia non abbia mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra, oggi ci sono le organizzazioni internazionali che possono comunque operare sul posto e lavorare per migliorare la situazione».

DIRITTI E VALORI Il modello di integrazione proposto in questi mesi da Minniti ha il suo punto di forza nel rispetto reciproco tra migranti e ospitanti: «Quando si parla di integrazione – ha detto rivolgendosi ai sindaci – dobbiamo sempre tenere a mente che ci sono due diritti fondamentali da rispettare: quello di chi viene accolto e quello di chi sta accogliendo. Senza uno dei due, la democrazia non è più in equilibrio e crolla. Ci tengo però a sottolineare che qualsiasi modello di accoglienza non può prescindere dal rispetto dei nostri valori, quelli contenuti nella Costituzione: non si discute, ad esempio, sulla concezione laica dello Stato, sul fatto che le istituzioni non possono essere subalterne ad una religione o sul ruolo della donna che non può essere subalterno a quello dell’uomo. Non possiamo cedere su questi temi, significherebbe perdere l’anima».

IL SOSTEGNO DI REGIONE E ANCI La Regione Calabria si è schierata con forza accanto al ministro Minniti. Mentre il governatore Mario Oliverio era accanto al ministro, in platea anche il vicepresidente Antonio Viscomi. A fare capolino nella sala gremita anche vicepresidente del Consiglio regionale Vincenzo Ciconte, accompagnato da Nicola Adamo. «L’iniziativa del Viminale e del Governo è lungimirante ed insita di prospettive – ha detto Oliverio -, perché coniuga sicurezza e accoglienza, allontanando fenomeni speculativi riguardo alle paure delle popolazioni. In particolare, la Calabria appare così terra d’accoglienza, così com’è nel dna dei calabresi. La Regione dunque, nell’ottica dell’esigenza di cooperazione, non può che sostenere questo protocollo e assicurare vicinanza e sostegno ai sindaci che hanno richiesto, attivato o attiveranno un progetto Sprar nel proprio Comune». Soddisfatto anche il neo presidente dell’Anci regionale, il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo: «L’intesa di oggi conclude un importante percorso impostato alla massima collaborazione tra Ministero, Prefetture e associazione dei Comuni. Sono felice poi che con la Regione si stia instaurando una discussione sempre più proficua. Quanto ai progetti Sprar, non posso che approvare l’idea che l’accoglienza porti con sé servizi qualificati nell’accompagnamento all’integrazione, mettendo i Comuni al riparo da invii indiscriminati e dal rischio di pericolose infiltrazioni».

FONTE Il Corriere della Calabria

L’altroCorriere 

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