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“Mi occuperò del Tribunale”. Fra gli impegni del sottosegretario agli affari esteri Mario Giro anche Enel e Codex

di SAMANTHA TARANTINO

beraldi-giro-carusoUn’accurata analisi sul terrorismo, cause, matrici e origini, con un passaggio sulle ferite ancora aperte del nostro territorio. Vertenza ex tribunale ed Enel. Il sottosegretario agli Affari Esteri Mario Giro (foto) a Rossano, in occasione della presentazione del suo libro “Noi Terroristi. Storie vere dal Nord Africa a Charlie Hebdo” tenutasi nei giorni scorsi nell’elegante sala rossa di Palazzo San Bernardino, ha dato una lettura dei recenti attentati terroristici di Parigi ponendo l’accento sui motivi di un disagio sociale in cui sono sprofondate le nuove generazioni.  Intervallando a stralci del suo libro, gli spunti sono molti per cercare di dare quelle risposte che in molti vorrebbero trovare a quegli attentati rivendicati come di matrice islamica.
E scorrendo le pagine del libro si ripercorre la vita di un giovane cittadino francese di origini algerine, che preso come modello per tutte quelle seconde generazioni di immigrati che in Francia e nelle altre capitali europee sono nate. Un dibattito che ha lasciato inevitabilmente un senso di amaro in bocca, quasi un senso di impotenza e di sconfitta per ciò che si sarebbe potuto evitare. E alla domanda cosa fare e come muoversi contro il terrorismo, il sottosegretario Giro invita a non perdere mai la lucidità altrimenti si rischia di fare il loro gioco. Del resto dobbiamo capire che questa non è una guerra contro di noi, ma è la loro guerra che verte sul controllo del Medioriente; avere il controllo di punti come Iraq o Siria significa avere il controllo dell’intero mondo musulmano quindi di 1,6 miliardi di individui. Del resto il cattivismo, che è il contrario del buonismo ha creato ghetti in cui il malcontento e il disagio fomentano l’odio. Giovani che si sentono figli di nessuno senza dialogo, terribilmente soli, facili prede dei “signori del male” che predicano una religione fasulla bastata su falsi miti e su un’età dell’oro di un califfato antico. Bisogna evitare che si creino zone grigie, quegli ibridi che da sempre creano un disorientamento, ed invece tenere le nuove generazioni legate alla società a cui appartengono e in cui sono nate.

Il sottosegretario Giro ospite della trasmissione Tv, Talking a cura della redazione di Informazione e Comunicazione con la partnership de L’Eco ha poi approfondito le brucianti tematiche che Rossano sta vivendo, cui già aveva fatto cenno durante la serata di presentazione nel Palazzo San Bernardino. «Ho intenzione di occuparmi personalmente di questa profonda ingiustizia che ha subìto la vostra città. Il Tribunale di Rossano rappresentava un presidio di sicurezza per l’intero comprensorio della Sibaritide, un territorio difficile. La sua riapertura deve essere un capitolo ancora aperto, così come la questione Enel ormai incancrenitasi in tavoli di discussione necessari per riportare in città una decisione definitiva». A conclusione in un passaggio sull’immensa cultura islamica, il sottosegretario ha sottolineato come la Siria e Rossano siano profondamente legate e di quanto il mondo islamico sia presente nelle nostre radici. Sarebbe interessante proporre un asse Rossano Palmira l’antica città siriana, che di recente è stata anche oggetto della furia distruttiva dell’Is. Un asse che, aggiungiamo noi, confermerebbe l’alto valore educativo del nostro Codex Purpureus, nominato di recente bene Unesco.

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