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Metro: ecco i fondi

ImmagineÈ possibile acquistare da subito materiale rotabile per la linea ferroviaria jonica e consentire un trasporto veloce e confortevole, in sostituzione delle vecchie locomotive a gasolio. Ci sono da spendere 100 milioni di euro, cash come si dice, basta solo l’atto di riprogrammazione dei grandi progetti inseriti nell’asse VI del POR 2007/2013.
Ma ci sono anche quaranta milioni di euro pronti in cassa per la Longobucco-Mare, con un progetto in rilevato in alveo che non prevede opere complesse.
In tutto le risorse da riprogrammare, se non si vuole restituirle all’Europa, ammontano a circa trecento milioni di euro. La storia è quella dei quattrocentottanta milioni di euro dell’asse VI del Por Calabria 2007/2013 che andrebbero rendicontate entro il 31 dicembre 2015. Queste somme sono state destinate inizialmente al sistema metropolitano Cosenza-Rende Unical per un importo di centosessanta milioni di euro; centoquarantacinque milioni di euro per il sistema metropolitano della città di Catanzaro; sessantacinque milioni di euro per la nuova aerostazione dell’aeroporto di Lamezia ed altrettanti per il tratto della strada di collegamento Gallico – Gambarie d’Aspromonte.
Per queste opere sono sorti dei problemi: gara deserta per la metro Cs – Rende e tempi che si allungano, impedendo di rendicontare entro il termine sopraindicato. La stessa storia è riferibile alla metro di Catanzaro, per la quale l’inizio dei lavori è previsto a maggio 2015. Le due metro verranno quindi dichiarate “a cavallo” fra i due Por.
Di pari difficoltà si parla per le altre due opere. Entro settembre di quest’anno, dunque, la Regione deve riprogrammare questa spesa e, siccome l’acquisto di materiale per il trasporto rappresenta una possibilità concreta, allora non coglierla sarebbe sbagliato. Il ragionamento di più di un addetto ai lavori è il seguente: affidiamo a Ferrovie Italia la tratta Crotone – Sibari, sostituiamo le littorine con materiale rotabile di ultima generazione e già i tempi di percorrenza verrebbero notevolmente ridotti. Approfittiamo, però, della giusta intuizione di inserire nel Por successivo la bretella verso il Sant’Anna e quella verso Rende, con tutte le altre opere per una metro leggera a tutti gli effetti.
Ecco, quindi, l’urgenza di riprogrammare subito, entro il mese prossimo, i trecento milioni in modo da utilizzarne circa la metà per l’area jonica. Qui, ogni discorso sullo scibile umano dovrebbe essere messo da parte, perché rimangono altri centocinquanta milioni di euro riprogrammabili per altri interventi in aree diverse da questa.
Peraltro servirsi di Ferrovie Italia, che grava sul groppone della Regione, può finalmente dare efficienza al servizio di trasporto, iniziando a rendere più dinamico lo spostamento lungo la litoranea jonica.
I consigli comunali congiunti, riunitisi a inizio della scorsa settimana, hanno ribadito la volontà di quest’area di essere legittimata, di tornare protagonista di uno sviluppo che è stato atteso per anni e anni. I ragionamenti delle amministrazioni comunali di Corigliano e di Rossano, quelli sviluppati nel corso dell’iniziativa voluta da Officina Jonio Italia, altrettanto convintamente schierati sulla metro leggera di superficie, non hanno tenuto conto  di questa novità. Un elemento che dà immediatezza e forza alla realizzazione dell’opera, attesa da sempre. Gli stessi soggetti, oggi, possono agire su una leva forte, fare sentire il loro peso politico, che non è di poco conto, e dire alla Regione oggi ci sono disponibili in cassa, per quest’area, circa centocinquanta milioni di euro che rischiano di ritornare in Europa, spendiamo questi, per la metro e per la strada Longobucco – Mare.
Due opere tornate prepotentemente di attualità. Sulla prima non ci soffermiamo più di tanto, se non per dire che l’abbiamo “lanciata” noi come “Eco dello Jonio”, con lo spirito per il quale siamo nati come giornale: dare impulso allo sviluppo.
La seconda opera, al di là delle polemiche suscitate, può vedere la luce “alla velocità della luce”. Se è vero, come è vero, che il quarto lotto è stato già finanziato per 22,5 milioni di euro, dunque occorrono circa quaranta milioni di euro, addirittura con il completamento entro il 31 dicembre 2015. Per come indicato, il settore competente ha già il progetto preliminare per l’avvio della gara.
Dunque, non si ricorra ad alibi, non si vada alla ricerca di scuse, si operi in un quadro generale, ma tenendo conto che la linea ferroviaria tirrenica è a doppio binario, è elettrificata ed ha treni super veloci. Quella jonica può andar bene in qualche film western.
Fin qui la storia. I fondi sono lì, ora tocca ai politici prendere le redini in mano.

Il Brigante

Per la versione sfogliabile del nostro settimanale: http://www.ecodellojonio.it/ventiquattresimo-numero-26-luglio-2014/

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