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Acqua del Fico e Fellino: dopo 7 mesi è ancora tutto fermo

La denuncia del consigliere comunale Rosellina Madeo: «Restano in bilico due milioni di euro già stanziati per la bonifica dei corsi d’acqua che strariparono durante l’alluvione 2015. Quando inizieranno i lavori?»

«Quando inizieranno i lavori?» È quello che la consigliere comunale di opposizione Rosellina Madeo chiede all’Amministrazione comunale denunciando lo stato di pericolosità e degrado in cui versano i torrenti Acqua del Fico e Fellino che nel 2015 vennero sconquassati dalla violenta alluvione. Una situazione che fa il pari con un’altra emergenza, quella del fosso Momena, in prossimità delle abitazioni di via Lussemburgo, altra location chiave dell’apocalissi d’acqua che piovve in quella notte tra l’11 ed il 12 agosto di cinque anni fa.

La consigliera comunale di opposizione, Rosellina Madeo

«Nel febbraio scorso – ricorda Madeo – avevamo appreso dall’assessore comunale all’uso e assetto del territorio che era stata aggiudicata la progettazione degli interventi previsti sui torrenti Acqua del Fico e Fellino. Le cui opere erano già state finanziate per quasi due milioni di euro. Insomma – continua la Madeo – i soldi c’erano, la progettazione dovrebbe essere pronta pure, considerati che sono trascorsi 7 mesi, allora quando iniziano i lavori?».

Tra l’altro, nel contratto di gara, era riportato che la ditta aggiudicataria la gara avrebbe avuto 90 giorni di tempo per elaborare e consegnare il progetto esecutivo e la relazione geologica, atti propedeutici all’aggiudicazione dei lavori.

«Questo bando di gara è stato pubblicato? Siamo prossimi ad avviare l’opera di messa in sicurezza idraulica dei torrenti? Ce lo chiediamo – aggiunge – perché in quella zona vivono ed operano tantissimi nostri concittadini che ancora hanno gli incubi dopo quanto accaduto durante l’alluvione del 2015. E non ci sono scuse di sorta – precisa – per eventuali ritardi. Men che meno scuse attribuibili all’emergenza Covid o al lockdown, perché i tecnici avrebbero potuto tranquillamente lavorare in lockdown. Se non è stato fatto, vuol dire che chi doveva vigilare non lo ha fatto!».

Poi c’è anche la questione del fosso Momena. Un’altra bomba pronta ad esplodere nel caso in cui dovesse iniziare la stagione delle piogge. «Fosso Momena – aggiunge la consigliera Madeo – è un altro problema da risolvere immediatamente. Ci è andata bene che nel momento in cui c’erano tanti villeggianti non è piovuto perché altrimenti avremmo commentato qualche altra tragedia. Il letto del torrente è pieno di detriti e di vegetazione. Perché non è stata effettuata la pulizia stagionale? Perché non sono stati incalzati e attivati gli enti preposti per avviare i lavori? Purtroppo – conclude – l’Amministrazione comunale vive di effimere apparenze. Si è più volte sollecitata la pulizia di fossi e torrenti per evitare di affidarci nuovamente solo alla Madre Celeste in caso di piogge abbondanti, ma come al solito solo parole e ricerche di responsabilità nelle precedenti amministrazioni e niente risultati concreti».


 

 

 

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