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Meningite, Sapia: “A Rossano nessun allarme”

meningiteLo avevamo denunciato nei giorni scorsi: la corsa sfrenata ai vaccini contro la meningite, piuttosto che la paranoia schizofrenica generata da un semplice sms, sono alcuni dei sintomi di quella che si sta dimostrando una vera e propria psicosi da meningococco. Maria Grazia Sapia, pediatra nonché segretario provinciale della Fimp  (Federaz. Medici Pediatra di Cosenza), invita alla calma. Nel tentativo di arginare il rischio di creare una situazione deleteria di confusione. “Ritengo opportuno, come pediatra, intervenire per fornire dati ed informazioni scientifiche reali sulla meningite. In quanto leggo dichiarazioni decisamente approssimative e fuorvianti, che invece di diminuire la psicosi legata agli accadimenti sanitari ultimi, la alimentano. Creando ressa inutile nelle farmacie e negli ambulatori medici e uso indiscriminato e inutile di antibiotici.

MENINGITE, SAPIA: STUDI INVASI DAI GENITORI

Con l’allarme meningite siamo arrivati a una situazione drammatica. I nostri studi sono letteralmente invasi da genitori che temendo per la salute dei figli, alla prima linea di febbre corrono per chiedere informazioni. Se è un dato positivo che moltissime mamme ora fanno la corsa al vaccino, il paradosso è che molti di quei genitori che chiedono il vaccino contro il meningococco sono stati finora scettici addirittura sulle vaccinazioni obbligatorie. Preferendo non vaccinare, per esempio, contro il morbillo”. Ma come si riconosce un sintomo preoccupante? “La meningite è una malattia che determina mal di testa, irrigidisce il collo e la nuca del bimbo. Se il bambino ha la febbre alta, il collo rigido, se versa in uno stato di sonnolenza insolita, è iporeattivo e ipovigile, allora è il caso di preoccuparsi. Ma, come è facile comprendere, sono sintomi molto evidenti e ben diversi da una banale influenza”.

MENINGITE, SAPIA: LE MODALITA’ DI CONTAGIO

La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte. Per fortuna, tuttavia, essere esposti ad uno di questi patogeni non significa ammalarsi. Per molti agenti patogeni (come meningococco, pneumococco e emofilo), infatti, è frequente lo stato di portatore, nel cui faringe risiedono questi batteri, senza alcuna sintomatologia e senza rischio. Solo e unicamente per i soggetti che sono stato a contatto prolungato e stretto con chi ha contratto la meningite si consiglia, dietro indicazione del proprio medico, una profilassi antibiotica.

MENINGITE, QUALCHE STATISTICA

In Calabria è tutto come gli altri anni. Dati dell’Istituto Superiore della Sanità aggiornati a fine Novembre 2016: 3 casi di meningiti da meningococco ne 2016 e 2 casi nel 2015. Utili sottolineare l’offerta ampia che la Regione Calabria fa per prevenire la meningite da meningococco, offrendo il quadrivalente ( per i sierogruppi C, Y, A W)  ai bambini dopo l’anno di età  ed agli adolescenti ed il vaccino contro il meningococco B ai nuovi nati dal 2015. L’offerta dei vaccini e la strategia vaccinale messa in atto, anche grazie al contributo dei pediatri della FIMP, ci permette di affermare che la Calabria mette al riparo più delle altre Regioni i propri cittadini da una forma di meningite che é rara ma gravissima.

Ancora una volta stiamo correndo ai ripari con l’idea di salvare il salvabile. Possibile che si debba arrivare al rischio di epidemia per convincere i genitori a vaccinare? A Rossano non c’è alcun allarme reale per la meningite. Spero però che questa situazione serva almeno a convincere tanti genitori dell’importanza dei vaccini, prima di tutto per proteggere i propri figli  contro malattie che possono causare conseguenze gravissime.

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