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Meningite, Mauro: no ad allarmismi

meningiteIntervenendo sul caso di meningite che avrebbe colpito un cittadino rossanese ricoverato in coma farmacologico nell’ospedale di Ravenna, l’assessore alle politiche sanitarie Dora Mauro precisa che l’amministrazione è in costante contatto con gli uffici sanitari preposti per avere notizie certe ed utili per garantire al meglio la tutela della salute della cittadinanza. “No ad allarmismi. Non c’è emergenza di epidemia. Consultare il proprio medico di base per chiarimenti e avviare una cura antibiotica solo se realmente necessario. Nella nostra regione a differenza di Toscana, Lazio, Lombardia e Campania, finora non ha registrato nessun caso di meningite, pertanto, non esiste una emergenza di epidemia. Fino all’arrivo della diagnosi certa che ha colpito il nostro concittadino è consigliabile attenersi a norme di profilassi generali: Chi ha avuto un contatto personale nei 2-10 giorni precedenti ad oggi (giovedì 5 gennaio), previa consultazione con il proprio medico curante, iniziare una cura antibiotica.

MENINGITE, MAURO: TERAPIA ANTIBIOTICA SOLO PREVIO CONSULTO MEDICO

I batteri che producono la meningite sono sensibili a diverse categorie di antibiotici, pertanto, possono avviare la terapia anche i soggetti intolleranti ad alcuni antibiotici. Nel dubbio di contatto con il soggetto colpito o comunque come misura preventiva, qualora, si dovesse manifestare una sintomatologia, simile all’influenza, che potrebbe preoccupare il paziente, sempre previo consulto medico, si può anticipare, già in fase iniziale, una adeguata terapia antibiotica. La copertura vaccinale, che è una prevenzione a lungo termine, dando una protezione specifica a distanza di 20/30 giorni dalla somministrazione, deve essere considerata a completamento della profilassi antibiotica. Si ribadisce ciò perchè è specifica verso un ceppo di meningite e quindi è indispensabile conoscere l’esatto agente patogeno che ha causato il caso di meningite in osservazione. Non meno importante necessita di 20/30 giorni per avere una copertura specifica. Evitare l’assalto degli uffici vaccinali in questa fase.

Per gli studenti che si accingono a ritornare nelle regioni dove il fenomeno ha assunto una valenza epidemica – conclude – si ricorda che la vaccinazione può essere effettuata presso la sede degli studi, ove le scorte saranno più presenti vista l’emergenza epidemiologica e l’impegno delle strutture regionali chiamate a fronteggiare un fenomeno epidemiologico ormai acclarato. Stessa cosa vale per chi affronta viaggia a fini lavorativi o turistici.

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