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Memorial “Insieme per Manuel”: quando il calcio unisce ed emoziona

I veri vincitori, ancora una volta, sono stati tutti i partecipanti

MemorialL’edizione 2019 del Memorial “Tommaso Manuel Leone – Insieme per Manuel” è passata in archivio come quella dello sport vissuto, come del resto ogni anno da ormai dodici anni, all’insegna dell’amicizia, della fraternità, della condivisione e dell’amore verso gli ideali che Manuel e i suoi genitori Maria e Luigi hanno sempre portato avanti. In due giorni si sono svolti due tornei: uno riservato agli Over 25 e l’altro alle categorie Under 12 e Allievi. I veri vincitori, ancora una volta, sono stati tutti i partecipanti, gli organizzatori, mamma Maria e papà Luigi, allenatori, dirigenti, tutti coloro i quali hanno permesso che anche quest’anno si sia svolta questa manifestazione, che ad oggi risulta essere punto di riferimento per le società di calcio affiliate al Centro Sportivo Italiano e non solo. Sugli spalti del Pala Eventi di Rossano, infatti, si sono visti dirigenti, allenatori e bambini di altre realtà calcistiche del territorio. Un segnale importante per tutti.

I sorrisi, gli abbracci, le pacche sulle spalle: sono questi alcuni degli ingredienti di questa due giorni di sport che, come ogni anno, fa apprezzare cose piccole della vita, che forse, distratti come siamo da tante altre cose più o meno importanti, non riusciamo più a cogliere come un tempo. E allora ci si può ritrovare sul rettangolo di gioco, in panchina, a bordo campo o sugli spalti, lo spirito non cambia: il Memorial “Insieme per Manuel” è la faccia bella e pulita dello sport, del calcio in particolare. I non pochi sacrifici per organizzare il tutto, il lavoro di squadra che ci sta dietro la macchina organizzativa che si mette in moto già alcuni mesi prima, i rapporti con le persone, gli sponsor senza i quali tutto questo non sarebbe possibile… Alla fine è una combinazione di fattori che rende unico e spettacolare il tutto.

 

Che fa capitare di vedere anche degli occhi lucidi anche sugli spalti, con mani e dita che cercano di camuffare il tutto. Perché quelle lacrime di gioia per queste due giornate di sport rigano il viso di chi ancora si emoziona sulle note di una canzone dei Queen (We are the Champions…), riuscendo a percepire gli stati d’animo di un papà e una mamma che, sorretti da una forza spirituale particolare e dagli amici di sempre, sono sempre lì, in mezzo al campo a consegnare coppe, medaglie e trofei. Per tutti. Con l’amore che solo una mamma e un papà possono provare per un figlio di questa terra andato via troppo, troppo presto.

Le presentazioni di Carmen, le foto del sempre presente fotoreporter Antonio, l’esperienza da tecnico audio di Alessandro, la capacità organizzativa di Battista e dei suoi figli, la generosità di Salvatore e della sua famiglia per la disponibilità del palazzetto, quella degli sponsor: il tutto riesce a formare, ogni anno, una squadra di persone che non organizzano un semplice torneo, bensì un momento aggregativo che dovrebbe essere d’esempio per tutti. Il dolore per la perdita di Manuel non potrà mai svanire, ma far sentire meno soli papà Luigi e mamma Maria credo sia il risultato più bello. Il merito è di tutti, in primo luogo dei bambini, che sono il vero motore della bellezza del mondo.

Serafino Caruso


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