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Massimo Costantino rifiuta la proposta di allenare il Castrovillari

“L’imperatore” che allenò la Rossanese dei tempi d’oro in Serie D ha detto di no alla panchina dei lupi del Pollino

«Il Castrovillari Calcio comunica di aver avuto un incontro conoscitivo con il professionista Massimo Costantino. Tuttavia con lo stesso non è stato definito accordo per la stagione 2020-21». È quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del Castrovillari calcio.

È finita, così, in men che non si dica la trattativa che la società rossonera del Pollino aveva intelaiato con il tecnico già alla guida del Messina, Sanremese, Vigor Lamezia, Vibonese e di quella Rossanese che, evidentemente, l’allenatore reggino non s’è mai tolta dal cuore.

E furono gli anni d’oro dei rossoblu in serie D, con il sogno quasi realizzato di conquistare l’agognata serie C, a far nascere un rapporto speciale tra “l’imperatore” Costantino e i tifosi bizantini. Un legame indissolubile che, a distanza di dieci anni, dura ancora oggi.

Proprio in questi giorni il Castrovillari calcio aveva sondato il terreno per ingaggiare le prestazioni dell’allenatore professionista. L’accordo, però, alla fine è sfumato e sicuramente a giocare un ruolo fondamentale nella scelta saranno state le ragioni del cuore e quella sana e storica rivalità che da sempre unisce e divide i rossoneri del Pollino e i rossoblu dello Jonio.

Sarà stato il ricordo di quella memorabile partita del 26 ottobre 2009, vinta dai bizantini per 1-0 con quella rete a freddo (al 4′ del primo tempo) firmata dal solito e immenso tanque Matias Vegnaduzzo, con i circa 1000 ultras rossanesi in visibilio, a far desistere Costantino dalla scelta di accasarsi a Castrovillari? Questo non lo sapremo mai. Ma nel calcio il cuore conta e le passioni anche.

Intanto, però, oggi c’è una squadra, il Castrovillari, appunto, che in vista della prossima stagione calcistica 2020/2021 ha scoperto le carte: la società ha grandi progetti per i lupi. E tra questi c’è sicuramente la voglia di fare un campionato da protagonisti. Ai rossoneri non mancano competenza, storia e pubblico per tornare a sperare di riapprodare nel calcio che conta.


 

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