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Mascherine nostalgiche col testone del Duce. Il Pd: «Iniettato il virus dell’intolleranza»

Prodotte da un’azienda di San Giorgio in Salici con il motto «Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere!»

È accaduto nel veronese, nel quale, in questi giorni un’azienda locale ha pensato di mettere in produzione e commercializzare mascherine anti-coronavirus con il volto del Duce.  A San Giorgio in Salici viene prodotto e lanciato sul mercato un articolo per i “nostalgici” del filone a tema ideologico dell’estrema destra.

Le immagini delle mascherine sono rimbalzate sui social scatenando una inevitabile valanga di polemiche, anche se non sono mancati giudizi positivi sull’iniziativa. Altri prodotti simili, peraltro, si trovano in vendita on-line su un sito dedicato al merchandising di Mussolini.

«Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere!», dunque. Sì, perchè da quando autorità sanitarie e politiche hanno iniziato a imporre mascherine per tutti in chiave anticontagio, sul mercato ne sono apparse di tutti i tipi: da quelle fatte in casa con le lenzuola, le camicie, a quelle firmate dallo stilista, da quelle tricolori a quelle artistiche, spesso non proprio efficaci per il loro utilizzo. E non è trascorso molto affinché, qualcuno, piazzasse sopra anche personaggi noti e persino il volto di Benito Mussolini.

«Chi commercializza quel prodotto inneggia al fascismo e ne favorisce l’apologia. Un fatto deplorevole da condannare con fermezza. Da un lato c’è l’emergenza e la necessità di tutelare la vita umana e dall’altro, approfittando di ciò, c’è la ricerca spasmodica del profitto utilizzando la propaganda politica con un assassino che ha iniettato nel Paese il virus della razza e dell’intolleranza verso gli altri – ha denunciato il senatore del Partito democratico Vincenzo D’Arienzo – tra le tante cose che possono capitare in una pandemia, quella di vendere mascherine per la protezione individuale con l’effige del duce fascista è la più sgradevole di tutte.

La società civile e democratica non consenta a nessuno di riportarci al passato, in un periodo storico in cui non era un virus che uccideva le persone, ma proprio quel fascista disegnato sulle mascherine. Fermare subito il mercato dell’orrore!», conclude il senatore.

La città e la provincia scaligera non sono nuove a fatti legati all’estrema destra, ma «ancora una volta per colpa di pochi irrispettosi l’immagine di Verona viene danneggiata» come afferma il deputato veronese, Diego Zardini il quale ha chiesto l’immediato intervento del prefetto e delle autorità giudiziarie affinché provvedano al sequestro di questi «gadget dell’orrore»


 

 

 

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