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Mascaro: sulla giunta scelte condivise con la maggioranza

Stefano Mascaro al primo consiglioChe in questi primi tre mesi l’Amministrazione Comunale non sia riuscita a mettere in campo tutte le principali azioni programmate e condivise con tutte le componenti della coalizione è constatazione ed al tempo stesso sollecito dei quali sono stato anzi tutto io a farmi interprete. E l’ho fatto, esponendone le motivazioni ed indicando le possibili soluzioni, nel confronto di queste ultime settimane con gli assessori e con tutti i consiglieri della maggioranza. Aggiungo, però, che è proprio alla luce di questa evidenza, resa ancor più tale dall’emergere in tutta la loro gravità dei numerosi problemi ereditati, soprattutto finanziari, che ho deciso e condiviso con tutti i membri della maggioranza, inclusi i rappresentanti de Il Coraggio di Cambiare l’Italia (CCI), indirizzo e metodo sottesi alle scelte, fatte e da ultimare, di necessario completamento della Giunta. È quanto dichiara il Sindaco Stefano Mascaro definendosi più che sorpreso dalle affermazioni, relative all’azione politico-amministrativa in corso dall’insediamento ed al presunto tradimento delle aspettative degli elettori rossanesi, attribuite oggi sui media al coordinamento provinciale de Il Coraggio di Cambiare l’Italia. Questi primi tre mesi – prosegue – sono serviti. Perché è diventata evidente a tutti, anzi tutto agli assessori ed alla maggioranza, la gravità complessiva delle tante, troppe questioni aperte delle quali il nuovo Esecutivo, fino ad oggi incompleto, ha dovuto avviare a farsi carico. Ed è proprio alla luce delle oggettive difficoltà incontrate nella concreta azione di governo che è diventata improcrastinabile l’esigenza, ripeto spiegata e condivisa con assessori e consiglieri, di dover urgentemente integrare con competenze specifiche e nel rispetto delle forze della coalizione, la squadra di governo; superandosi così di fatto anche il contenuto di un documento sottoscritto mesi fa probabilmente in modo frettoloso. La scelta effettuata nell’ambito delle mie prerogative e la presenza in giunta di assessori espressione del CCI e di ulteriori presenze in rappresentanza della stessa forza politica di maggioranza, che potranno essere a me proposte o da me scelte dimostrano – va avanti il Sindaco – che è quanto meno inopportuno parlare di tradimento rispetto ai valori che hanno permesso di creare un patto di larghe intese per la Città. Né ad avvalorare la tesi del presunto tradimento – aggiunge – potrebbe essere la scelta, assunta alla luce delle emergenze gravissime alle quali serve far fronte, di assegnare deleghe importanti, come quella al bilancio, ad un professionista dalle riconosciute competenze in materia nonché rappresentante cittadino e provinciale, insieme al vicesindaco, di un altro pezzo della coalizione quale è il PD. Circostanza, quest’ultima, che non può certo porre questa scelta al di fuori della storia politica della coalizione di governo che rappresenta di per se’ una novità cronologica oltre che di contenuti. Appare, quindi, molto probabilmente frutto di un equivoco o difetto di comunicazione all’interno del CCI la posizione, improvvisamente assunta dal suo coordinamento provinciale a meno di 48 ore dall’apertura che la stessa forza politica aveva inteso rendere pubblica con l’intenzione dichiarata di sollecitare, sottolineando in ciò le prerogative del Sindaco, il completamento dell’Esecutivo per dare così il necessario impulso alle principali azioni programmatiche e di governo condivise ed annunciate in campagna elettorale. Sottolineando l’assoluta buona fede delle scelte operate fino ad oggi – conclude Mascaro – condividendo ed anzi rilanciando l’esigenza di chiarezza all’interno della maggioranza, nonché annunciando che ulteriori assestamenti in Giunta si renderanno necessari per migliorare il governo di emergenze ed opportunità, non sottraendomi infine a tutte le verifiche che nei prossimi mesi si renderanno opportune, ribadisco che è mia intenzione mettere in campo, con l’aiuto di tutti, quel profondo rinnovamento, che non può essere inteso solo in modo anagrafico, dell’azione di governo che la comunità esige e si attende.

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