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Marina di Sibari, i commercianti chiedono aiuto. A rischio tanti posti di lavoro

Gli esercenti chiamano in causa le istituzioni a tutti i livelli: «Mettere in campo ogni forma di aiuto possibile»

Se la mucca è tenuta in vita, produrrà latte tutti i giorni. Se la mucca sarà uccisa, il latte finirà presto. È con questa massima bucolica che i commercianti di Marina di Sibari chiedono aiuto alle istituzioni per garantirsi un futuro e mantenere i posti di lavoro dei loro dipendenti.

Chiedono l’istituzione di un tavolo tecnico permanente formato da rappresentanti istituzionali e dei commercianti, con riunioni settimanali, con funzioni consultive, promozionali, di coordinamento e di intercettazione e richiesta di ogni forma di aiuto disponibile, per trovare delle soluzioni ai tanti problemi acuiti dal Covid-19.

«Ci aspettiamo – dice il presidente di Assomarina Giovanni Forastieri – di essere trattati (con tutti i nostri difetti e tutte le nostre debolezze) da motore dell’economia e dell’occupazione magari come i bed and breakfast e le imprese agrituristiche». Forastieri spiega come bisogni riconoscere il coraggio che i colleghi commercianti hanno avuto quest’anno nell’aprire le loro attività. «Creano posti di lavoro – continua – facciamo lavorare i produttori locali, i grossisti, i professionisti. Siamo disposti a correre un rischio altissimo pur di portare a casa un minimo risultato».

Con interventi a costo zero per gli Enti si potrà riemergere dalla palude in cui ci troviamo. «Noi faremo la nostra parte». Le istituzioni (Comune, Provincia, Regione) nelle persone degli Assessori di riferimento e dei Sindaci e Governatori, sono chiamate ad uno sforzo comune per evitare la tragedia sociale. La categoria (che fra addetti diretti e indotto), crea oltre 1000 di posti di lavoro, non può essere abbandonata a se stessa. Va difesa, incentivata, formata, coordinata. Naturalmente, caso per caso, sarà necessario rivedere le posizioni di ogni contribuente.

«Non intendiamo – chiude Forastieri – difendere gli indifendibili ma pur condividendo le difficolta finanziarie degli Enti e le esigenze di cassa degli stessi, è necessario contemperare le esigenze di tutti (contribuenti ed enti)».


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