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Marianna Madeo, la ricercatrice rossanese che ci rende orgogliosi

marianna-madeoForti, coraggiose e spesso controcorrente. Sono quelle intelligenze nostrane, uomini e donne partoriti da “mamma” Calabria, la cui voglia di fare si impone nella scienza come nella politica, nello sport come nella medicina. Con quello straordinario talento che sembrano quasi passarsi di mano in mano come il testimone di una staffetta, sono capaci di fare cose che hanno dell’incredibile. E ci rendono orgogliosi.
E se anche non è facile sganciarsi da grotteschi stereotipi sociali, loro riescono davvero a sbalzare via dal cono di luce mediatico quella  “brutta” Calabria su cui alcuni amano chiacchierare e raccontare strane storie. Si, ce la fanno.
Non solo grazie a una lista di master, qualifiche, diplomi che fa impallidire. Ma, soprattutto, grazie ad una testa grande così.
E quasi tutti, per fortuna, tornano da queste parti per farsi due passeggiate sul suolo amico e raccogliere qualche bella pacca sulla spalla.
Dopotutto non si può dir di no agli slanci di affettuosità calabrese, né a quei sapori ed odori che fanno di casa tua il posto più bello del mondo. E Marianna Madeo, giovane ricercatrice, proprio non lo ha fatto: basta dare un’occhiata al suo profilo su uno dei più noti social network per rendersene conto, pieno zeppo com’è di fotografie della sua Rossano.
Una città che, a questa eccellenza esemplare, deve un nuovo, bellissimo, momento di sana notorietà. La dottoressa Madeo, infatti, ha scoperto una nuova funzione della proteina Sv2a, che si trova nel sistema endocrino e nelle sinapsi neuronali, che potrebbe dar vita ad una nuova visione nelle terapie di trattamento delle crisi epilettiche.
Uno studio, quello condotto dalla ricercatrice nel laboratorio della Sanford Research diretto da David Pearce Ph. D. del South Dakota, talmente significativo da essere scelto come “articolo della settimana” dalla rivista scientifica internazionale Journal of Biological Chemistry.
Anche questo 2015, insomma, si apre sotto il segno del genio calabrese, quello di una giovanissima sibarita che dall’Università della Calabria ha spiccato il salto della vita. Crescerà nel mondo ma con le vene del cuore allacciate a doppio nodo a una terra che, per la bellezza di queste menti, può ancora entusiasmarsi.

m. f.

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