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Il mare cariatese è pulito, lo dicono l’Arpacal ed il portale delle acque

spiaggia-cariatiHa creato grande soddisfazione la notizia che le acque di balneazione del mare di Cariati sono pulite. Dal sito governativo “Portale delle acque”, sono stati pubblicati nei giorni scorsi i risultati delle analisi fatte dall’Arpacal.
Tutti i punti di prelievo delle acque, che hanno interessato l’intero territorio comunale, presentano caratteristiche positive per la balneabilità.
Il fatto è molto positivo per l’amministrazione comunale, che attraversa un periodo sicuramente critico nell’opinione pubblica, a causa delle difficoltà che ancora permangono nella raccolta dei rifiuti urbani.
L’arrivo di numerosi turisti aggrava la situazione, ma a Palazzo Venneri il Sindaco e la giunta sono fiduciosi e convinti che nei prossimi giorni, la crisi dei rifiuti sarà solo un ricordo.
Dove poggi questa fiducia è difficile da capire, però il Sindaco, nella sua euforia parla di bandiera blu per il prossimo anno. La cosa può sembrare perfino una provocazione, se si pensa al calvario della raccolta della spazzatura, alla mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani, al timido accenno, peraltro naufragato, della differenziata.
Perché la bandiera blu non prevede solo la balneabilità delle acque o la pulizia delle spiagge, ma tutta una serie di servizi, che allo stato attuale sono carenti e che solo una grande e fervida fantasia può immaginare di mettere su in breve tempo, stante la grave crisi economica e finanziaria.
Certo, avere il mare pulito è la conditio sine qua non, per potere aspirare all’ambito riconoscimento, ben sapendo che comunque è una condizione comune a molti centri della Calabria, e non una priorità da fare valere nei confronti di altri.
Il turismo, ormai, è un mix al cui interno si trovano cultura, archeologia, arte, storia, enogastronomia, le tradizioni identitarie e naturalmente una adeguata recettività.
Alcuni di questi elementi non mancano nel nostro territorio, ma da soli non sono sufficienti, né a creare l’arrivo di flussi consistenti, né a destagionalizzare i flussi stessi, date le nostre favorevoli condizioni climatiche.
Dunque non bastano solo le parole o l’esistenza astratta di condizioni a determinare il salto di qualità, ma precise scelte di politica territoriale che privilegino alcuni aspetti, a scapito di altri: questa è una via obbligata, se si vuole arrivare in fondo alla strada.
Da troppo tempo si ripete il ritornello che abbiamo tutte le condizioni necessarie, senza che nel frattempo sia mutato granché.
Ancora quest’anno, sia pure con qualche riduzione, non mancano coloro che scelgono questo posto che sembra ancorato, a giudizio di tanti, ai blocchi di partenza, mentre altri scalano le graduatorie. Certo, ci sono anche gli innamorati che lo amano comunque sia, ma con gli innamorati non si va molto lontano.

d.m.

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