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Mandatoriccio: intimidazione Donnici, cane sparato

Il sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici

Il sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici

Intimidazione al Sindaco Angelo DONNICI, dalle prime ipotesi (ed anche dalle tentate polemiche dei giorni successivi) si passa purtroppo a ben più gravi ed allarmanti constatazioni. Il cane trovato morto nei giorni scorsi sul pianerottolo di casa del Primo Cittadino, in Via Nazionale, nel centro del borgo della Sila Greca, non è stato avvelenato ma ferito da un’arma da fuoco. – È quanto emerge dal risultato di esame emesso nella giornata di ieri (lunedì 15 dicembre) dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno Sezione di Cosenza. – Nessun dubbio né testimonianze contrastanti, così come paventato su alcuni quotidiani. E’ ormai certa la pista dell’intimidazione, seguita anche dai Carabinieri, così come confermato dallo stesso Tenente Angelo PROIETTI, neo Comandante della Compagnia di Rossano che nella mattinata odierna (martedì 16 dicembre) si è recato nel borgo della Sila Greca proprio per seguire da vicino la vicenda ed assumere ogni ulteriore informazione. Il Comandante ha avuto modo di incontrare lo stesso Primo Cittadino presso la locale caserma. – Si è in attesa di verificare le telecamere pubbliche di videosorveglianza per acquisire elementi utili alle indagini.
“Cane maschio, adulto. Stato di conservazione e nutrizionale eccellente. Il soggetto – si legge nel referto dell’IZSM di Cosenza – si presenta disidratato, le mucose esplorabili anemiche. L’esame necroscopico evidenzia la presenza di un corpo estraneo metallico (probabilmente un proiettile) di forma pentagonale 0.5×0.5 cm nel sottocute della fossa del fianco sinistro. Il foro d’ingresso viene localizzato nella parte più craniale della fossa del fianco destro e lungo il tragitto sono stati lesionati i muscoli trasverso dell’addome destro e sinistro, alcune anse dell’intestino e la capsula adiposa perirenale sinistra con rottura dell’arteria e della vena renale. Si evidenzia altresì emoaddome e notevole raccolta ematica a livello della capsula renale. Il quadro autoptico – si conclude – è compatibile con emorragia interna di origine traumatica da arma da fuoco”.
Per le modalità nelle quali si è consumato – dichiara il Vicesindaco Filippo MAZZA– siamo davanti ad un fatto molto più grave, di quanto già non immaginavamo. Non soltanto invitiamo tutti a condannare queste azioni indegne di una società civile ma cogliamo l’occasione per ribadire, senza dover temere nessuna accusa di tentata allusione, l’oggettivo stato di vivissima preoccupazione nel quale tutta la nostra comunità, tutta la Mandatoriccio onesta si ritrova vittima ormai da mesi. Né evitiamo di ripetere che ci sembra più che probabile – continua e ripete l’assessore – che inqualificabili gesti del genere e che mirano ad intimorire ed a lanciare messaggi vigliacchi alle istituzioni ed a chi le rappresenta possano maturare anche nel contesto generale di un clima pesante ed asfissiante nel quale, da parte di alcuni, si alimentano odi e veleni personali e sociali.

Va subito interrotta questa spirale – conclude MAZZA – restituendo ai nostri concittadini il sacrosanto diritto alla serenità ed alla convivenza pacifica, attentato oggi da quanti preferiscono la violenza verbale e fisica.
Mandatoriccio – afferma il Presidente del Consiglio Comunale Franco BRUNETTI – non può permettersi di vedere la propria immagine infangata da questi attentati alla pace ed all’unità sociale. Colgo ancora una volta l’occasione, alla luce di questa gravissima notizia ma andando doverosamente oltre il fatto, per invitare tutte le forze politiche e sociali a mettere da parte un’asprezza di toni e del confronto che inevitabilmente porta al decadimento della dialettica e dello stesso clima sociale. Serve – aggiunge – maggiore dialogo nel merito delle tante questioni aperte e più sinergia sui valori e sul senso di appartenenza alla nostra comunità. Mi auguro – conclude BRUNETTI – che tutti sapranno anzi tutto condannare quanto accaduto e dare poi, per altro verso, un contributo reale al superamento di un clima di ostilità e di esasperazione che non fa e non farà bene alla nostra comunità.

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