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Mandatoriccio, democrazia in bilico

di REDAZIONE

angelo-donnici2Bagarre all’interno del Comune di Mandatoriccio. Botta e risposta sulla “emergenza democratica”, con i consiglieri di opposizione che denunciano una violazione del diritto di accesso agli atti e il sindaco che bolla tutto come “ridicolo”.
Ma la questione non finisce qui. Ed è ancora la minoranza a rilanciare: «Il Sindaco cerca di giustificarsi mentendo e sapendo di mentire». Ma facciamo un passo indietro. Tutto inizia con un manifesto pubblico che l’opposizione ha fatto affiggere a Mandatoriccio e con le missive indirizzate al Prefetto di Cosenza, al Ministero degli Interni e per conoscenza al Procuratore della Repubblica di Castrovillari, allo scopo di ottenere un intervento risolutivo. La richiesta, in sintesi, è di «ripristinare il presidio di legalità costituzionale» considerato che «viene adottata ogni forma ostruzionistica e impeditiva per svolgere il ruolo di opposizione, principalmente nel settore dell’Ufficio Tecnico, dove si annidano diverse illegittimità nell’affidamento ed esecuzione dei lavori e servizi». Per i consiglieri di opposizione Dario Cornicello e Gaetano Donnici, si tratta di una situazione non più tollerabile, per via della quale, in attesa di risposte e di provvedimenti da parte degli organi sovracomunali, decidono di «sospendere autonomamente ogni forma di accesso all’Ufficio Tecnico».
Immediata la replica del sindaco Angelo Donnici, che respinge le accuse al mittente stigmatizzando quella che ritiene una polemica vuota. «È tutto falso e inventato – tuona il primo cittadino – I membri dell’opposizione consiliare risultano sistematicamente presenti in Comune, avendovi essi accesso costante e continuo per esercitare, molto spesso ai limiti dell’ostruzionismo, il legittimo ruolo loro assegnato dal minoritario responso elettorale. Come da regolamento vigente approvato dal Consiglio Comunale, l’accesso agli uffici comunali è disciplinato in due giorni settimanali, precisamente martedì mattina e giovedì pomeriggio.
E ciò avviene non per misteriose ambizioni censorie dell’Esecutivo, che tra l’altro non ha alcuna competenza specifica in merito al diritto di accesso, ma solo ed esclusivamente per garantire, così come del resto avviene nel resto dei comuni italiani, il giusto e normale contemperamento tra il diritto dei consiglieri di approfondire e controllare ogni atto ritenuto di interesse e l’altrettanto sacrosanto diritto di quanti operano nella macchina comunale di poter svolgere regolarmente attività e mansioni pubbliche, delicate e spesso anche riservate, in favore dei cittadini e della utenza in genere».
Una risposta che non ha convinto l’opposizione che, anzi, rincara la dose facendo riferimento a un episodio specifico che si sarebbe verificato in data 19 gennaio scorso, quando sarebbe stato impedito ai consiglieri comunali di opposizione di entrare nella stanza dell’Ufficio tecnico.

Un fatto collegato all’azione «posta in essere dall’opposizione con riferimento al controllo  degli atti relativi agli affidamenti dei lavori, che hanno determinato la presentazione di alcune denunce all’Autorità Giudiziaria, per il pagamento di alcuni lavori che non risultano effettuati e di lavori affidati senza alcuna procedura ad evidenza pubblica a parenti strettissimi di amministratori».
Da qui gli interrogativi al sindaco: «Non è forse vero che sono stati pagati lavori, per somme cospicue, senza che gli stessi risultino eseguiti? Dove sono finiti i soldi del progetto “Mare senza barriere”? Non è forse vero che numerose pratiche di residenza sono state integrate da varia documentazione, risultata, in parte, dalle indagini esperite presso gli Uffici Pubblici, falsa e manomessa?».
Domande alle quali si chiede una risposta, sottolineando che nell’eventualità in cui fossero ritenute false, il destinatario avrebbe l’obbligo giuridico di denunciare tutto all’autorità giudiziaria. Diversamente, «si concretizzerà – conclude l’opposizione – il “paradosso del mentitore di Epimenide”».

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