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M’ama o non m’ama? “La fusione Corigliano-Rossano si farà”

Antoniotti e GeraciIl 2014 è volato via un po’ melanconico, fra un’altalena di emozioni. Speranze e aspettative miste a sogni disillusi hanno fatto da contraltare alla “triste” realtà: un’area urbana attanagliata da una miriade di problemi, infilata in un tunnel nel quale non si intravede la luce.

Nessuno, dodici mesi fa, avrebbe comunque ipotizzato che il 2014 si sarebbe potuto chiudere con un importante auspicio: la fusione dei comuni di Corigliano e Rossano.

Argomento principe durante le conferenze stampa di fine anno nei due municipi, la fusione è stata affrontata dai sindaci Giuseppe Geraci e Giuseppe Antoniotti, entrambi fautori della causa, in modo contrastante, ma non troppo distante.

Nella sala degli specchi del Castello ducale, Geraci per primo ha dichiarato che i due comuni giungeranno ad una sintesi, ma ha sollevato anche alcuni dubbi su quelli che, a suo dire, dovrebbero essere i primi punti di unione vera e sostanziale: ospedale della Sibaritide, depuratore consortile, stagione estiva comune, centrale unica dei contratti. Quattro elementi che il primo cittadino di Corigliano ha considerato propedeutici alla fusione vera, insomma, ma sui quale è sembrata esserci una divergenza di vedute con i cugini rossanesi. Geraci ha storto il naso più di una volta quando si è parlato di depuratore consortile che sorgerà a ridosso del torrente Cino, sponda rossanese. L’opera si farà, i fondi sono già stati stanziati e non si aspetta altro che  l’inizio dei lavori: «Mi chiedo – ha detto il sindaco ausonico manifestando le sue preoccupazioni – come faremo a coprire i costi di manutenzione e di collegamento della rete fognaria coriglianese all’impianto».

Il primo cittadino ha, quindi, quasi sorvolato sulla stagione estiva comune, lanciando comunque qualche sassolino («Noi siamo pronti, ma non vedo corrispondenze uguali alle nostre da Rossano») e poi manifestato forti preoccupazioni per gli ultimi e ulteriori ritardi relativi all’iter di costruzione dell’ospedale “unico” che sorgerà a Insiti. «Non siamo a conoscenza dei motivi di questi ulteriori ritardi – ha tuonato in proposito – ma certamente ne chiederemo i motivi, con Antoniotti, nei prossimi giorni».

Ciò su cui Giuseppe Geraci è sembrato più contrariato – seppur indirettamente perché mai nominata – è stata la centrale unica contratti, una sorta di stazione unica appaltante che determina comunemente l’esito dei bandi di gara in tutti i settori comunali, come l’affidamento dei servizi o gli appalti.

«Con Antoniotti – ha affermato ancora Geraci nel corso della conferenza stampa a Corigliano – c’è grande sintonia ed auspico una sua riconferma alle prossime elezioni, ma non comprendo perché alcune questioni rimangano sospese». A microfoni spenti, quel diniego sulla Cuc ricevuto per telefono da Antoniotti ha fatto venire il mal di pancia a Geraci, il quale ha comunque concluso confermando l’impegno per il prossimo 16 gennaio, giorno in cui si riuniranno i due Consigli comunali per approvare le delibere di fusione. «Durante il prossimo consiglio comunale la delibera passerà al vaglio. Mi corre l’obbligo di sottolineare come alcuni consiglieri comunali abbiano manifestato apertura anche nei confronti della città di Cassano verso la quale naturalmente – ha terminato – ci sentiamo vicini».

Questioni che saranno fonte di nuovi rinvii dopo quelli estivi? Ne sapremo di più tra qualche settimana.

Più risoluto, dall’altra parte del Patire, Giuseppe Antoniotti il quale, anch’egli in sede di conferenza stampa di fine anno, in sostanza ha risposto al suo collega, ma senza alcuna polemica. «Ben vengano Cassano e Crosia, ma in un secondo momento. Le delibere di fusione sono sicuro che saranno approvate dai due consigli comunali. Iniziamo il percorso vero di fusione Corigliano-Rossano, poi gli altri si potranno accodare in una unione di comuni oppure, perché no, con un’altra fusione».

Atmosfere in apparenza più distese, dunque, nella sala consiliare a Rossano. Il tema “fusione” per Antoniotti è cristallino. «Non ci saranno problemi. A questo punto del percorso è un dovere approvare le delibere come atto di indirizzo e sono certo che il 16 gennaio sarà per tutti noi una data storica».

A proposito di centrale unica contratti, Antoniotti ha tagliato corto affermando come il “no” momentaneo a Geraci sia stato motivato dalla carenza di personale della pianta organica comunale. «Rossano e Corigliano sono due grandi città che necessitano di grandi attenzioni. Abbiamo predisposto la Cuc con i comuni di Paludi e Longobucco e presto, quando attueremo la fusione, non ci saranno problemi ad aprirci a Corigliano. Purtroppo le risorse umane, oggi, non ce lo consentono». Risposta certamente diplomatica del sindaco bizantino che, crediamo, sarà accolta non nel migliore dei modi da Geraci, con il quale dovrà comunque sedersi a tavolino per discutere di tanti argomenti, anche di depuratore consortile.

Antoniotti, infatti, è convinto che i canoni ed i risparmi derivanti dalle singole depurazioni comunali, basteranno per coprire i costi di manutenzione e gestione. «Nel bando è previsto che la ditta aggiudicataria dei lavori gestisca il depuratore. Abbiamo le stesse preoccupazioni di Geraci – ha detto – ma ci confronteremo con il supporto dei tecnici».

Un confronto che le due città dovranno aprire anche sull’ospedale della Sibaritide, per il quale anche Antoniotti è fermamente intenzionato a chiedere lumi alla Regione rispetto ai nuovi ritardi registrati nelle scorse settimane. Alla base, a quanto pare, sembrerebbe esserci un ridimensionamento dei posti letto rispetto ai 344 previsti.

In conclusione, si sono affrontate questioni prettamente politiche e se per tutta la durata dell’incontro con i media il sindaco ha mostrato un aplomb quasi britannico, alla domanda relativa ad una sua papabile ricandidatura per la primavera 2016, ha risposto con un tono perentorio, probabilmente dettato dalle enormi difficoltà che sta riscontrando in questa esperienza.

«Non sarà facile sciogliere il nodo intorno ad una mia ricandidatura. Mi dovrò guardare allo specchio pensando alla mia famiglia che ho abbandonato in questi anni. Vedremo se dare ancora disponibilità al territorio ed al partito. Il sacrificio è enorme, ma ho la coscienza a posto perché lavoro anche 16 ore al giorno per dare lustro alla mia comunità».

Antoniotti non è sembrato, insomma, convintissimo, segnato dalle tante criticità, dai problemi, dalle critiche. Ne siamo, però, convinti: i due sindaci, schiena dritta e fieri, certamente continueranno a “lottare” strenuamente per le due città.

l. l. 

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