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Malasanità Rossano: condannato medico per omicidio colposo

malasanità rossanoMalasanità Rossano. Il giudice monocratico presso il tribunale di Castrovillari, Chiara Miraglia, ha ritenuto  colpevole di omicidio colposo conseguente a colpa medica il 68enne L.M.C. L’uomo è stato ex primario del nosocomio di Rossano.La decisione, presa in accoglimento delle richieste formulate dal pm Rana e dai difensori di parte civile, Ettore Zagarese e Vincenzo Palopoli, è giunta al termine di una lunga camera di consiglio.

Il giudice ha condannato il medico a un anno di reclusione. Al pagamento delle spese processuali, nonché, unitamente all’Asp di Cosenza, al risarcimento dei danni a favore dei figli della vittima. I quali si sono costituiti parte civile. Inoltre, Miraglia ha assolto per non aver commesso il fatto i medici V.A., di 54 anni, difeso dall’avvocato Giovanni Zagarese; F. R., di 69 anni, difeso dall’avvocato Nicola Cherubini; M.P., di 63 anni, difeso dall’avvocato Ernesto Longo. P.I., di 62 anni, difesa dall’avvocato Pasquale Di Iacovo. S.N., di 62 anni, difeso dall’avvocato Francesco Nicoletti.

MALASANITA’ ROSSANO: I FATTI

Il 20 giugno 2009 D.V.E., madre delle parti civili, è deceduta nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Rossano. Dove aveva peraltro svolto funzioni di infermiera. La morte sospetta della donna, che il 10 giugno precedente aveva subito un intervento chirurgico per colecistectomia da cui non si era più ripresa, ha dato il via al processo. Infatti, i familiari hanno subito segnalato quanto accaduto all’Ufficio di Procura.

Che ha quindi aperto un fascicolo per omicidio colposo, dovuto a presunta negligenza, imprudenza e imperizia. A  carico dei sanitari del reparto di chirurgia. Il procedimento si è caratterizzato per la notevole mole di udienze, nel corso delle quali sono stati ascoltati numerosi testimoni e consultati diversi esperti. Al termine del primo grado di giudizio, è risultato che le responsabilità erano da ascriversi esclusivamente al primario. Il quale aveva eseguito l’intervento e curato la degenza. Pertanto, è stato ritenuto colpevole e condannato a severa pena.

Le parti civili hanno dichiarato che non hanno mai cercato vendetta, ma solo giustizia per l’assurda morte della loro cara mamma. E giustizia, grazie anche al notevole impegno speso dal pm Rana e dagli avvocati Ettore Zagarese e Vincenzo Palopoli in difesa dei diritti delle parti civili, è stata fatta.

 

 

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