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Mal di schiena in età scolare, tutta la verità in un progetto presentato nelle scuole di Rossano

di MARTINA FORCINITI

mal di schienaNelle sue mille varianti, il mal di schiena è quasi l’acciacco più popolare. E se è vero, come lo è, che questa sofferenza colpisce in numero doppio i bambini in età scolare rispetto ai loro genitori, non stupisce che siano proprio questi gli anni in cui si decide il futuro della colonna vertebrale e si giocano le partite più importanti. Che poi l’accrescimento fisiologico “scorretto” del corpo umano può essere una diretta conseguenza della mancanza di adeguati strumenti educativi. Lo sport, in primis, che fa bene e non è un modo di dire; seppur in un’Italia quasi più propensa a tifare che non a praticare. Ma anche l’insufficiente consapevolezza da parte di genitori e insegnanti di quanto sia importante per i bimbi l’assunzione di posture corrette. Immobilità e “cattive” posizioni: un binomio esplosivo che fa perdere l’attenzione ed è quindi anche poco didattico.

Ed è dalle scuole, quindi, che è fondamentale cominciare un’opera di adeguata informatizzazione su quella che è diventata una vera e propria piaga sociale. Una sfida raccolta e lanciata dall’Associazione Italiana Fisioterapisti attraverso la promozione di comportamenti e stili di vita corretti.  “La schiena va a scuola: prime regole per rispettarla” è il titolo del progetto presentato dall’ A.I.FI. a livello nazionale. E che a Rossano – protagoniste le classi quinte della scuola primaria Monachelle e le prime della scuola secondaria di 1° grado Carlo Levi – è stato curato e amministrato dalla dottoressa Rosa Ambrosio, fisioterapista.

MAL DI SCHIENA, UN PROGETTO PER RICHIAMARE L’ATTENZIONE DEI BAMBINI SUI COMPORTAMENTI CHE NE INFLUENZANO LO SVILUPPO

“Dalla quinta elementare alla terza media: è questa la fascia scolare maggiormente interessata da importanti fenomeni di sviluppo – ci ha spiegato la dottoressa Ambrosio -. Ed è per questo che il progetto ha voluto richiamare l’attenzione dei bambini su comportamenti e stimoli che possono influenzare il loro sviluppo: la scarsa attività fisica, l’obesità, le posture quotidiane viziate, zaini troppo pesanti sulle spalle. Per suscitare l’attenzione e la partecipazione attiva degli alunni abbiamo non solo mostrato loro delle diapositive dimostrative – dal linguaggio semplice ed efficace -; ma abbiamo voluto anche coinvolgerli praticamente con attività che stimolassero il loro interesse, attraverso strumenti/test per rilevare eventuali variazioni posturali.

Un primo screening di base, infatti, può aiutare a tenere la schiena sotto controllo durante il suo sviluppo e capire quanto sia utile rivolgersi ad uno specialista per un consulto diagnostico. Fra domande, osservazioni e richieste di consigli, dai bambini non potevamo aspettarci una partecipazione e una complicità migliori. Al termine della giornata a tutti i bambini sono stati consegnati dei cartelloni da appendere nelle classi, contenenti una breve storia a fumetti atta a semplificare e dar loro una maggiore consapevolezza dei concetti ricevuti. Simpatici attestati di partecipazione al progetto sono stati invece rilasciati ai più piccoli”.

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