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Maggio europeo: ok, manifestazione ottima, ma…

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

Maggio europeoMaggio europeo a San Bernardino. Bravi. Ottima idea. I complimenti a tutta l’organizzazione per la capacità di aver dato vivibilità, seppur per poche notti, al centro storico, abbandonato al suo amaro destino. Tuttavia, come di solito accade, non sono mancate le critiche, magari legittime, per chi lamenta la questione dell’inquinamento acustico o per chi ha vissuto tali eventi quasi come una profanazione di un luogo sacro come San Bernardino. Siamo fatti un po’ tutti così. D’altronde la critica, sale della democrazia, aiuta a migliorarci e a migliorarsi, soprattutto se su basi costruttive. E’ anche vero che solo chi sta fermo non sbaglia mai.

Riparto dall’assunto che mai come oggi, da quasi un decennio a questa parte, la città di Rossano e tutto il territorio nel suo complesso, vivono un momento di elevata emergenza sociale, economica, occupazionale, culturale, di cui ognuno di noi deve farsi carico. La cultura della delega è deleteria per la crescita delle nostre realtà. Che hanno bisogno dell’aiuto di tutti, nessuno escluso! Il mio appello è rivolto alle nuove generazioni, partendo dal presupposto che quella degli attuali 40/50enni è da considerare, a mio avviso, fallimentare.

MAGGIO EUROPEO, UNA MAREA DI RAGAZZI PERÒ ASSENTE ALLE MANIFESTAZIONI IN DIFESA DEL TERRITORIO 

Ho avuto modo di notare l’evoluzione delle serate del Maggio europeo, a cui ho preso piacevolmente parte. Al di là della positiva, armoniosa e coinvolgente manifestazione, ho avvertito un senso di amarezza per come la partecipazione attiva di giovani e meno giovani sia alta quando si tratta di iniziative all’insegna dello “sballo”, ad alta gradazione alcolica. Preciso, non sono un bigotto, né stigmatizzo chi ama la vita notturna o è dedito al bicchierino in più, anzi, lo faccio anch’io di tanto in tanto. Spiace però constatare che la gran massa dei convenuti è particolarmente assente su altro, sui vari e veri valori che spingono ad amare una città o un territorio nel suo complesso.

Una marea di ragazzi, presenti con cocktail in mano, alticci, praticamente lontana però dalle manifestazioni, anch’esse culturali, che si organizzano a difesa del territorio. Quasi avessero l’idea oramai cronica della delega, ma quando va bene, perché in altri casi è invece prevalente l’armiamoci e partite. Battersi per una sanità efficiente è nell’interesse di tutti, soprattutto di chi fa vita notturna, spesso ad alta esposizione di rischio. Oggi gli ospedali della Sibaritide non sono più come un tempo, quando gli stessi erano nelle condizioni di garantire prestazioni adeguate ai livelli minimi di assistenza sanitaria e di ciò abbiamo tutti consapevolezza, chi più chi meno. Nonostante tutto, nella recente protesta sulla sanità, il popolo della notte era praticamente assente! Così come per la questione della soppressione del Tribunale o sulle infrastrutture, o sul progetto di fusione, e tanto altro ancora.

NON ESISTONO SOLO MONDANITÀ E DIVERTIMENTO

Bene dunque le serate a tema, bene qualche drink in più (si auspica non in maniera esagerata ovviamente), ma diamo armonia alla vita. Non esiste solo la mondanità e il divertimento, che possono e devono essere considerati come componenti integrative semmai, né è indicato spendere il massimo delle energie solo quando di tratta di soddisfare interessi personali. Il territorio ha bisogno di abitanti vigili e attenti, di riscoprire la partecipazione attiva in tutto ciò che ha a che fare con il sociale e l’interesse pubblico.

Le menti anestetizzate o abbagliate dal solo gusto del piacere hanno prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Meno individualismo, quindi, e più altruismo (coincide tra l’altro con la tutela di un interesse proprio). Staccare la spina dalla cultura del proprio orticello è indispensabile. C’è bisogno di modificare l’approccio, più rispettoso per gli uni degli altri. Allontanarsi dalle furbizie spicciole e aprirsi alla cordialità, alla conservazione e tutela di una “identità culturale dell’individuo” non dei marchi o degli stemmi, importanti sì ma non fondamentali.

C’È CHI SPECULA SUI COMMERCIANTI

Basta con l’apparire, puntiamo sull’essere. E soprattutto si curi lo “stile”: dove solitamente c’è un’ottima forma si trova anche la sostanza. Siamo prossimi ad iniziative estive che cosi come quelle invernali necessitano di sostegni e supporti da parte degli operatori commerciali, imprenditori, operatori turistici, i quali sono liberi di contribuire o meno economicamente alla riuscita di una manifestazione, nei fatti spesso però vittime di condizionamenti di sponsorizzazioni ai limiti di pizzo legalizzato. C’è chi specula sui commercianti, di per sé già tartassati dalle maniglie fiscali.

Sosteniamo tutte le iniziative, lavoriamo su nuove idee e se il caso, in mancanza emulare ciò che avviene in realtà altamente turistiche.

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