Home / Attualità / Madeo: «Acqua, una barzelletta che non fa ridere i cittadini»

Madeo: «Acqua, una barzelletta che non fa ridere i cittadini»

Continua la querelle tra il consigliere di Minoranza Francesco Madeo e l’Amministrazione comunale di Corigliano Rossano sulla questione della qualità dell’acqua di Schiavonea. «È inutile dire che la risorsa idrica a Corigliano-Rossano è gestita malissimo, nonostante l’abbondanza di pozzi in giro per la nostra Città».

Secondo l’esponente della minoranza si sono fatte scelte sbagliate e poco lungimiranti, scavando pozzi dove nessuno mai aveva osato e infatti si sono visti i risultati. «Corigliano-Rossano – nota – è l’unico posto al mondo dove si discute esclusivamente di pozzi per gestire l’emergenza idrica. La scienza va avanti ma noi rimaniamo fermi al 1970. Oggi raccogliamo i cocci di una Città che vive una forte e lunga carenza idrica negli scali coriglianesi e rossanesi, nelle zone montane, nei centri storici, mentre i cittadini più fortunati e più numerosi da tre mesi ricevono un ormai cronico disservizio idrico dovuto alla qualità dell’acqua».

La domanda sorge spontanea, tutto questo perché? «Perché sicuramente non si vogliono ammettere i propri errori e i propri limiti condannando i cittadini a vivere un forte disservizio pur di giustificare le scelte fatte. Allora scomodiamo la scienza più antica e più remota, sfoggiamo tutto il dizionario nozionistico, misuriamo i metri che distanziano i palazzi prima, le case dopo, fino ad arrivare ai singoli portoni. Immischiamo le acque nella speranza che il problema svanisce come per magia ma non succede. L’auto-spurgo comunale sfreccia avanti e indietro per le vie della Città, anche le più impensabili, il povero Gennarino come sempre fa più del dovuto ma non riesce a sostituirsi a tutti. Individuiamo un presunto disturbatore dell’azione amministrativa, come nella caccia alle streghe, tacciamo i dissidenti, che mostrano dal loro canto dati numerici, di essere dei mistificatori, ci appelliamo alle singole parole forzando anche il significato delle norme, senza mostrare ai consiglieri comunali o ai cittadini la fondatezza numerica delle teorie amministrative. Intanto i bagni si rovinano, i turisti scappano, le dermatiti spuntano, i filtri vengono cambiati come calzini e i cittadini pagano, come sempre. Insomma questa situazione surreale è diventata una barzelletta di cattivo gusto. Ammiro la pazienza dei cittadini che nel pieno della stagione estiva si lavano “a pezzi” con le bottiglie dell’acqua minerale, costringono i figli a non andare al mare, qualcuno va al comune a lamentarsi, scende per le strade, ma quanto possono resistere ancora senza acqua?!».


 

Commenta

commenti