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MaB, Rossano è fuori

di SAMANTHA TARANTINO

mabIn anni di globalizzazione può un territorio avere un’opportunitá di crescita economica rispettando l’ambiente? Sì, ad esempio, entrare nelle aree MaB considerate vere aree rurali di eccellenza in cui sperimentare progetti ecosostenibi. E tra i 38 comuni sibariti che gravitano attorno al MaB Sila, Rossano è fuori.Un paradosso per la città bizantina che con oltre 5 mila ettari di superficie boscata, praticamente 1/3 del territorio comunale, è rimasta esclusa dai giochi.
Progetti ed economia di crescita compatibili. Questa è la parola d’ordine per l’Unesco che già dagli anni ’70 ha fatto del rapporto uomo-ambiente un dogma essenziale. Sintetizzato nell’acronimo MaB (Man and the Biophere) aree o riserve terrestri e marittime avranno, così, un vero e proprio marchio di qualità necessario per identificarne l’identità.
Il territorio che ricade all’interno dell’area MaB diventa riserva della biosfera ed in termine tecnico una buffer zone (zone cuscinetto). Attualmente nell’Area MaB sono riconosciute soltanto 8 regioni, a fronte delle 553 sparse in tutto il mondo. Per quanto riguarda la realtà calabrese, dopo un percorso propedeutico, si è arrivati al riconoscimento del Parco Nazionale della Sila come Bene Unesco, così da portare quest’area ad ottenere benefici a livello internazionale. Molta parte nell’adesione al protocollo d’intesa ha avuto il coinvolgimento dal basso. Associazioni, comuni, cittadini, enti pubblici ed università coralmente hanno permesso di estendere l’area territoriale interessata ed entrare nell’area Mab. Di ben 38 comuni della fascia sibarita, Rossano, Crosia, Calopezzati, Mandatoriccio, Terravecchia, Scala Coeli, San Cosmo, San Demetrio Corone, San Giorgio albanese, Cerchiara, Villapiana, sono fuori dal MaB. Dentro Corigliano, Cassano allo Jonio Spezzano Albanese, Terranova da Sibari, Paludi, Bocchigliero, Campana, Pietrapaola, Caloveto.
Ma cosa hanno dovuto fare i comuni della Piana per entrare nell’Area MaB ed usufruire dei suoi innumerevoli vantaggi?
Fino al 2012, i requisiti d’ingresso erano limitati solo a fattore di estensione in ettari boschivi, con regole rigide ben descritte. Oggi, grossa voce in capitolo ha invece l’interesse del singolo comune ad entrare nell’ambito del programma. Per questo motivo, il Parco ha esteso i suoi confini e si è aperto fuori area.I benefici? Dato che si parla di scambio globale di buone pratiche, una visibilità mondiale porterebbe ad un sistema di rete delle riserve, con la conseguenza di ottenere vantaggi su largo raggio socio-economico. Lo scopo è veicolare un nuovo modo di pensare in cui il parternariato di progetto, coinvolga anche gli atti delle strategie politiche coinvolte. Poi, trattamenti prioritari nella concessione di finanziamenti europei, nazionali e regionali.

E per gli imprenditori e le amministrazioni, l’opportunità di commercializzare attraverso il marchio MaB e valorizzare, così, le risorse locali e far emergere la tipicità di un territorio.
Si entrerebbe così in un circuito virtuoso di interscambio e multifunzionalitá soprattutto per le aziende agricole, con la creazione di un turismo rurale, connesso a sua volta ad una valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico di un territorio. L’obiettivo è volto a far emergere l’identità locale favorendo un turismo sostenibile tra enogastronomia e cultura.L’intero territorio su cui insisterà il programma risentirà delle sollecitazioni benefiche e questo ricadrà anche in una serie di iniziative straordinarie, quali i Pisl e i Piani locali per il lavoro (PPL).
Insomma, un vero e proprio salto di qualità per quei comuni che ricadono nell’area d’interesse MaB. Per chi è fuori non resta che attendere.

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