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Ma quando diventeremo un’area civile?

Il porto di Corigliano

Il porto di Corigliano

Ma quando diventeremo un’area di una regione normale? La domanda sorge spontanea da anni ed ha incuriosito generazioni intere.
Perché è mai possibile che non esista la capacità di programmare una gestione dei rifiuti degna di questo nome?
Differenziata spinta, differenziata semplice, termini che altrove esprimono risparmi e sostenibilità, da noi diventano ostacoli insormontabili che generano emergenze e dispendio di soldi, unito al disservizio quotidiano ed al disagio.
Una nave preleverà dal porto di Corigliano i rifiuti ogni due settimane circa. Caricherà 5000 tonnellate per volta, facendo rotta sull’Olanda. Si proprio verso la civile e progredita Olanda, terra di tulipani e di rispetto per l’ambiente. Già ma cosa ne faranno gli olandesi dei nostri rifiuti? Lì non esistono dolci colline come Bucita dove depositare scelleratamente il tal quale. Non ci sono commissari straordinari del magna magna che non capiscono nulla di rifiuti, ma beccano indennità milionarie, salvo poi finire sotto inchiesta ed essere rinviati a giudizio. Ed ancora, non ci sono dirigenti regionali che partoriscono bandi ritenuti dagli stessi intoccabili più della Carta costituzionale. Chissà come faranno? Un consiglio ai dirigenti ed agli amministratori regionali: seguite la nave che parte da Corigliano, cercate di capire dove sbarca, forse scoprirete cose interessanti sul riuso dei rifiuti, sulla Pirolisi, sulle centrali che funzionano con i rifiuti. Potreste anche recarvi a Marghera, verificare in che modo si produce energia elettrica dal tal quale di Venezia. Insomma al posto di trasferte gioiose a nostre spese per futilità, andate in Olanda per un viaggio di istruzione, lo paghiamo volentieri. Buon viaggio.
Il Brigante

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