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«Ma quale accorpamento». La giornata dei dipendenti dell’ex Tribunale di Rossano

Il pullman che ogni mattina accompagna i dipendenti rossanesi al Tribunale di Castrovillari

Il pullman che ogni mattina accompagna i dipendenti rossanesi al Tribunale di Castrovillari

ROSSANO – Fuori è ancora buio. Rispetto ad uno strano inverno tiepido, fa freddo, ma non è certo questo ad intimorirli. Molti sono con la colazione da pic nic in mano, altri viaggiano più leggeri.
I circa trenta dipendenti – oggi – del Tribunale di Castrovillari che partono da Rossano perché per una vita hanno frequentato il Palazzo di Giustizia rossanese, diligentemente salgono sul pullman che li condurrà alle falde del Pollino, dopo aver scambiato quattro chiacchiere nei pressi della fermata, alla stazione ferroviaria. Altrettanti, per un totale di circa settanta persone, partono in auto, organizzandosi, perché gli orari di lavoro non coincidono con quelli del torpedone. Tutti, di certo, non hanno digerito il “trasferimento forzato” a Castrovillari.
E non perché debbano partire alle sei del mattino per far ritorno a casa un po’ prima delle diciassette. Ma perché frequentano un luogo di lavoro, a loro dire, poco idoneo ad ospitare due Tribunali. Lungo il viaggio raccogliamo il resoconto di una giornata, colma di mille problemi e di altrettanti disagi.
Una signora in prima fila, che si descrive come “alla soglia dei sessanta”, è avvilita nel mostrare sul telefonino alcune foto che la ritraggono intenta nel suo lavoro: “Vede – racconta a “L’Eco” – questa sono io seduta per terra, alla mia età, a scartabellare faldoni che pesano anche cinque chili. Non abbiamo scrivanie, perché già occupate e siamo costrette finanche a portarci da casa la carta igienica”.
Chi è impiegato all’Ufficio Unep descrive il suo lavoro in spazi angusti. “Siamo in 15 e facciamo a turno per due scrivanie disponibili. Ma ciò che è peggio è il viavai degli atti fra Rossano e Castrovillari che aggrava notevolmente spese e tempi”.
La loro giornata inizia alle 5 “perché alle 6,15 si parte con un panino e una bottiglietta d’acqua”.
“Ogni giorno spendiamo, fra viaggio e pranzo, poco più di 10 euro, mentre quelli che si organizzano con le auto, perché costretti dagli orari di lavoro a non poter utilizzare il pullman che riparte per Rossano alle 15, molto di più”. A proposito di spese, un dipendente dell’Ufficio Unep rammenta che “a Rossano una notifica penale costava 51 centesimi. Oggi, invece, si spedisce tutto per posta con un costo della raccomandata che varia fra gli 8 ed i 10 euro per un totale di circa 300 notifiche giornaliere. E meno male – è l’amara conclusione – che questa doveva essere un’operazione per abbattere i costi!”
“Noi del dibattimento – aggiunge un’altra dipendente – siamo costretti a lavorar per terra, spaccandoci la schiena col peso dei faldoni. Rossano ha portato a Castrovillari l’80% di lavoro in più ma noi facciamo il nostro ed i dipendenti locali il loro. Di certo, se di accorpamento doveva trattarsi, nel nostro ufficio non c’è stato perché è mancata una integrazione funzionale fra uffici”.
Fra chi lamenta anche disservizi igienici “perché non c’è ancora una ditta delle pulizie” e chi ha intenzione di rivolgersi ai sindacati per tutelare il proprio lavoro, ci pensa un’altra dipendente a trarre le conclusioni: “Andiamo incontro a difficoltà notevoli, sotto tutti i punti di vista. Ciò comporta una grave penalizzazione nei tempi e nella gestione della giustizia; il lavoro è peggiorato per tutti e se potessero, anche i colleghi di Castrovillari ci rispedirebbero indietro”.

l. l.

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