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Luzzi: in città è il momento di puntare all’unità

luzzi“A poco più di un anno dalle elezioni comunali, salvo decisioni prefettizie che potrebbero anticiparle, è il momento di chiamarci all’unità e alla lotta. La pensa così Giorgio Luzzi, Coordinatore del Movimento Centro storico, sull’attuale fase politico-amministrativa che sta vivendo la città. Il popolo della città deve incominciare a non fidarsi di quei personaggi che hanno ostacolato il raggiungimento degli obiettivi”. “Per prima cosa – afferma Luzzi – un no secco ad alleanze politiche con chi vorrà pretendere che l’appoggio al futuro candidato sindaco, seppure attraverso delle primarie pilotate, sia moneta di baratto per restare a galla sulla scena politica locale.

O quanto meno vedersi tutelati i propri interessi a discapito di quelli della città. La storia politica locale è piena di persone e di esempi che ci inducono a pensare questo. Uno tra tutti, quei politici che in tutti questi anni hanno veicolato e condizionato le decisioni dei tanti sindaci succedutesi alla guida della città. Per portarsi a casa vantaggi economici e poltrone che difficilmente li avrebbero ottenuti nella vita sociale.

LUZZI: E’ IL MOMENTO DI CHIAMARCI ALLA LOTTA

Da questo andazzo, non se ne salva nessuno. Nemmeno gli esponenti del Pd o i tanti scissionisti di questi giorni. Ridotti ad una tormentata galassia della sinistra con capi e capetti. Che oggi, dopo le loro giravolte, al continuo riciclarsi per non soccombere dalla scena politica, ai nomi fantasiosi dati ai nascenti movimenti e partitini scoprono i bisogni del popolo.
A leggere i loro scritti li possiamo collocare a pieno diritto nel variegato mondo dei populisti. Basta dare una lettura per esempio alle prese di posizione Iacino. Che seppure lodevoli, solo adesso scopre che questa classe politica, anche la sua, non garantisce il diritto alla salute, al lavoro, all’istruzione. Una classe politica miope ed assolutamente incapace, a dir suo di governare ed amministrare la città.

Non sono stato io a non aver voluto rinnovare le forme e le strutture dei partiti per tempo. Al fine di renderli accoglienti ed inclusivi nei confronti delle nuove soggettività, delle nuove istanze, delle nuove modalità espressive. Che ha portato gli stessi partiti a quel processo inevitabile di degenerazione, di corruzione. Contribuendo a farci vivere la politica con distacco, tanto da arrivare a rifiutarla dal contesto sociale. Solo adesso, dopo la scissione, ci si accorge che è vitale costruire le basi per un intervento in profondità. Per essere i veri soggetti politici alternativi al centro destra, il problema oggi è con chi intraprendere la strada. E’ il momento di chiamarci all’unità e alla lotta, il popolo della città, deve incominciare a non fidarsi come si fa nei momenti più ardui e difficili di quei personaggi che hanno ostacolato il raggiungimento degli obbiettivi”.

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