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Luigi Stasi disegna la Longobucco del futuro

Luigi Stasi, sindaco di LongobuccoLONGOBUCCO – Una strada salva la vita. Sembrerebbe lo slogan di uno spot pubblicitario, ed invece è diventato un motto, una speranza, una “mezza” realtà, per il comune di Longobucco.
Da circa trent’anni i longobucchesi stanno attendendo la realizzazione di quell’arteria in grado di collegare il centro silano al mare in soli 25 minuti: la mare-Sila progettata dalla Regione e dalla Comunità montana “Sila Greca”, avanza grazie agli impegni assunti dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Pino Gentile, che ha preso a cuore sin dal primo momento questa problematica, fortemente collegata con lo sviluppo delle aree interne.
Il sindaco Luigi Stasi, il comitato di cittadini che supervisiona il progetto e la ditta che ha appaltato i lavori, monitorano di continuo la situazione per tentare di dare un’accelerata all’opera. Perché convinti che la superstrada sarà la finestra di Longobucco sul mondo.
Il sogno del primo cittadino, anche grazie al collegamento, è quello di far rivivere la sua comunità, proprio grazie a alle opportunità che l’asse Sila-mare offrirebbe. Quali? Flussi turistici, prevalentemente, ma anche artigianato, industria tessile.
“I lavori della Sila-Mare – spiega il sindaco Stasi a L’Eco dello Jonio – sono iniziati ormai 23 anni fa. Nel 2009 si è verificata una battuta d’arresto per via dall’alluvione che ha fatto crollare dei terrazzamenti nel Trionto, con un danno da 5 milioni di euro, ma il bivio di Ortiano, ad esempio, è ormai pronto. Fra un paio di mesi potrà essere aperto un tratto che offre un’alternativa agli abitanti della contrada, grazie ad una piccola galleria. Seppur a rilento, perché una parte di maestranze dell’azienda appaltatrice è in mobilità, i lavori stanno progredendo. La direzione dei lavori ha confermato proprio in questi giorni che entro il 31 marzo sarà concluso il primo lotto funzionale che va dal ponte a Ortiano. Vi è però, un problema di carattere burocratico che cercheremo di risolvere: la strada era stata appaltata dalla Comunità montana Sila Greca, in dismissione. Le strade solitamente sono gestite dalla Provincia o dall’Anas, quindi uno dei due enti dovrà farsi carico della questione. Un altro problema è rappresentato dai fondi per le aree svantaggiate (fas) per 15 milioni di euro che serviranno per concludere l’opera. L’appalto regionale è scaduto a fine 2013 ma prorogato di altri sei mesi, quindi entro giugno dovremo risolvere anche questo problema”.
Per il primo cittadino, quella strada rappresenta una speranza. “I longobucchesi tornerebbero molto più volentieri a risiedere in paese, facendo rifiorire il territorio. Se a ciò aggiungiamo la riqualificazione del centro urbano, in parte già conclusa, quegli investimenti previsti per attirare flussi turistici e migliorare la qualità della vita, non dovrebbe essere difficile far risplendere il piccolo centro. Il sogno? Collegare all’Acquapark di Rossano, un parco di divertimenti montano qui a Longobucco”. Il sindaco Stasi mostra grande senso di affezione alla sua Longobucco, tanta dignità e molta voglia di fare, volgendo lo sguardo in avanti, quindi creando i presupposti di sviluppo per le generazioni che verranno.
“Turismo, piccola industria tessile, artigianato: questi saranno gli ambiti su cui potremo basare la nostra economia – dice il il sindaco – non dimenticando il benessere dei cittadini”.
Longobucco è uno dei comuni più vasti d’Italia con i suoi 23 mila ettari di terreno, di cui 15 mila boschivi. Parte da 196 metri sul livello del mare per arrivare a 1700. Un tempo, la comunità viveva grazie alla forestazione che occupava circa 850 addetti, oggi solo 40. Ma la comunità longobucchese non rimane con le mani in mano. Anche dal punto di vista sociale, Luigi Stasi racconta la sua Longobucco come florida, con un fermento giovanile diffuso seppur non manchi qualche piccolo grattacapo.
Insomma, Longobucco sembra davvero essere un esempio per molti amministratori locali.

l. l.

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