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Lotte e paternità, speculazioni ingannevoli

*EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

ex tribunale di rossanoLa società dell’immagine, dell’apparire, dell’io sono, io ho fatto, io io io… Non sarebbe il caso di porre un freno? Un meccanismo perverso che finisce con l’arrestare i processi di partecipazione e di coinvolgimento delle masse, se non altro perché i cittadini rischiano di sentirsi usati per qualsivoglia iniziativa di protesta. Ne consegue il prevedibile risultato: piazze vuote! Cosa può esserci, al contrario, di più degno e nobile che agire in silenzio, nell’interesse della collettività, senza dover necessariamente poi portare il conto ai cittadini che d’un tratto si trasformano in elettori in via del tutto speculativa.

L’aspetto più inquietante è che chi pone tali questioni viene tacciato di essere un idealista o uno che non sta con i piedi per terra, un Don Chisciotte contro i mulini a vento. Che è la strada più agevole da percorrere, quella dei mercenari intendo, per il semplice fatto che occorre pensare prevalentemente a se stessi. Nella società dell’individualismo i media svolgono un ruolo significativo: il compito è fare da filtro, elemento di non poco conto. E qui s’inceppa il meccanismo: chi può stabilire se quella affermazione, quell’atto, quel gesto, quella iniziativa parlamentare sia fine a se stessa o se, al contrario, non sia funzionale a un tornaconto personale elettorale?

OGNUNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

La via maestra sarebbe: si guardano i fatti, il resto è chiacchiera! Nasce talvolta una stupida quanto stucchevole corsa alla paternità delle idee o delle azioni, il cui fenomeno rischia di allentare qualsivoglia azione promossa nell’interesse delle comunità. Oggi impegnarsi per fare chiarezza sulla chiusura del tribunale di Rossano, per esempio, si trasforma inevitabilmente in speculazione politica poiché si è prossimi al rinnovo del Parlamento. Quindi? Cosa si dovrebbe fare? Stare in silenzio? Fermare tutto in attesa del nuovo governo?

E’ tempo che ognuno di assuma le responsabilità. I cittadini non hanno l’anello al naso, sono ampiamente capaci di saper distinguere e bene, anche se a volte si è travolti da un processo ingestibile che coinvolge tutti. Come nel caso delle elezioni del 2016 quando, per le situazioni che ha subito la Città di Rossano, sarebbe stato il caso di boicottare l’urna. E invece si è registrato un tasso alto di affluenza, quasi 20 punti percentuali in più della capitale economica Milano dove per protesta non si è andati oltre al 51% dei votanti. Ma questa è altra storia.

DIGNITÀ E SCHIENA DRITTA, SOLO COSÌ SI È RISPETTATI

La politica delle vetrine insomma è finita, fortunatamente. Ognuno è consapevole di ciò che accade nel nostro sistema: si conoscono i responsabili, le persone serie e chi ha la mentalità da faccendiere. Basta con comportamenti servili, non portano a nulla, tantomeno a guadagnarsi il rispetto del beneficiario. Si rivendicano diritti calpestati a uno Stato che ha torto marcio.

L’atteggiamento pietoso di chi va a mendicare a destra e a manca un incontro per essere ricevuti da tizio o caio è la cartina tornasole del tipico modus agendi di suddito meridionale. Dignità e schiena dritta, solo così si è rispettati. E’ una formula di vita, vale per tutto, anche nei rapporti interpersonali. Si può anche sbagliare o non ottenere nulla, ma alla fine almeno si potrà dire: ci ho provato con orgoglio e dignità.

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