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Lotta ai collegi: Rossano sceglie la Sibaritide, a che prezzo?

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA
LottaScoppia il caso della ripartizione dei collegi senatoriali. Un emendamento che tende a dividere le città di Corigliano e di Rossano in tempi in cui si lavora, con non poche difficoltà, al progetto di fusione. In questo editoriale non mi soffermerò sul merito della riforma né sulle scelte di rivisitazione dei collegi. Su quest’ultimo punto, d’altronde, pare che a incidere non siano stati tanto gli “esperti ministeriali” quanto qualche “manina” interessata e desiderosa di ritagliarsi e/o garantirsi la rielezione. Anche questa è altra storia su cui tornerò.  Una vertenza che riesce a unire, seppur con qualche perplessità, i sindaci dello jonio cosentino, eccezion fatta per il primo cittadino di Corigliano Giuseppe Geraci apparso alquanto defilato, probabilmente perché poco appassionato alla anomala suddivisione dei collegi.

Tale atteggiamento viene interpretato dai più perfettamente in linea rispetto al comportamento sull’iter referendario di “fusione”, ritenuto eccessivamente attendista nonostante la lunga riflessione durata oltre un anno sulla decisione di portare la pratica in Consiglio comunale ed approvarla. Complessivamente il primo cittadino ausonico si è involontariamente incastrato, soprattutto quando la “pratica” subisce la brusca accelerazione in Regione con la fissazione della data referendaria.

UNA PARTE DI CORIGLIANO LEGATA A DOPPIO FILO AI POTERI COSENTINI

E’ indubbio, tuttavia, che l’atteggiamento legittimo di eccessiva prudenza assunto dall’amministrazione comunale di Corigliano rischia di depotenziare in buona sostanza una vertenza storica che vede le popolazioni joniche cosentine sottomesse alla volontà di altri territori, gli stessi che oggi usano settori della politica coriglianese al fine di boicottare non la fusione ma, aspetto più inquietante, il referendum. Oggi, dunque, una parte di Corigliano è legata al doppio filo con alcuni poteri cosentini. Ma qual è la contropartita? Il tempo un giorno dirà.

Con i “cosentini” d’altronde sono abituati a  barattare in molti, non solo una certa classe dirigente di Corigliano, ma anche la stessa Rossano, alto e basso jonio.  E’ inutile nascondere alcune verità: è meglio averli come alleati i “bruzi” perché storicamente hanno dimostrato intuito e scaltrezza nei palazzi in cui si conta. E attribuire a una maggiore rappresentanza istituzionale tali capacità lo trovo poco adatto alla realtà, se è vero come è vero che anche lo jonio ha goduto nel tempo di suoi rappresentanti.  Partendo da questo assunto c’è chiedersi: è meglio, nell’immediato, credere nell’unità territoriale della Sibaritide oppure creare un rapporto di armonia elettorale con l’area Bruzia?

COLLEGIO UNICO MA CITTÀ CHE VANNO IN DIREZIONI OPPOSTE

Oggi Rossano ha fatto una scelta di campo di cui potrebbe un domani pentirsi ed ha detto “Sibaritide”! Questa è la chiave di lettura che va data alla battaglia sui collegi, a parte qualche ipotesi serpeggiante legata a interessi personali relative a singole candidature. L’ex collegio “Cosenza-Rende-Rossano” avrebbe creato una osmosi politica tra le due aree e, finalmente, l’area jonica del rossanese avrebbe incassato il sostegno dei famosi “cosentini” se non altro per interessi elettorali. Ora invece? Collegio unico si,  ma città che vanno su direzioni opposte. Con Rossano costretta a rincorrere Corigliano su questa partita del referendum.  Sul versante opposto la formula del collegio “Corigliano-Castrovillari-Paola” e qualcuno ipotizza che il centro ausonico avrebbe incassato i favori di essere il comune più grosso demograficamente e quindi di godere di particolari privilegi. Chissà!

Ci risulta, dati alla mano, che Castrovillari ha dimostrato nel tempo un peso specifico maggiore, non solo di Corigliano ma di tutta la Sibaritide messa insieme (vedi Tribunale, ospedale, sedi Enel, etc). Non azzardo molto se dico che tra i due collegi (Cosenza/Rende/Rossano – Castrovillari/Corigliano/Paola), per forza storica ed autorevolezza, sarebbe stata una lotta impari. Cosenza è troppo forte!

L’APPROCCIO DEVE ESSERE CULTURALE

Oggi Rossano sposa quindi l’idea Sibaritide nella consapevolezza che avrebbe ottenuto di più in un’alleanza elettorale con Cosenza. L’auspicio è che tale gesto possa essere ben compreso da quella parte di coriglianesità che è ostile a Rossano. Questo è un ragionamento pratico, se vogliamo cinico, dove è prevalente l’interesse materiale. Mi dico convinto, personalmente, che l’approccio invece è e deve essere culturale, seppure con diverse identità (costituiscono una ricchezza).

Per quanto mi riguarda quel che sarebbe giusto è che l’area “Cosenza-Rende-Castrolibero-Montalto” riuscisse a puntare su una grande città metropolitana e che Corigliano- Rossano guardasse alla fusione in un contesto di area vasta, eliminando conflitti, ingerenze e tentativi di sciocco boicottaggio. La crescita complessiva delle due zone significa rafforzare il sistema Provincia e la Calabria nel suo complesso.

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