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L’ospedale di Corigliano «scippato del laboratorio analisi»

Ennesimo duro affondo dell’ex sindaco ausonico Pasqualina Straface che chiede intervento del sindaco e di tutti i rappresentanti istituzionali

«L’ennesima vergogna, l’ultimo atto (solo in ordine di tempo) dell’inarrestabile spoliazione dell’Ospedale “Guido Compagna” di Corigliano che si trascina ormai da mesi nell’indifferenza totale delle istituzioni. Con apposito atto aziendale, difatti, il commissario provinciale dell’Asp ha promulgato un atto aziendale che declassa il laboratorio analisi del nostro nosocomio, fiore all’occhiello del territorio per professionalità operanti e attrezzature presenti e punto di riferimento quotidiano di fondamentale importanza per una popolazione di oltre 40 mila abitanti».

La denuncia è forte e chiara e porta la firma dell’ex sindaco di Corigliano Pasqualina Straface, rappresentante del Movimento del Territorio, da sempre in prima linea nell’accorata difesa dei diritti del cittadino anche dal punto di vista della sanità.

«Così facendo, il laboratorio analisi cittadino verrà depotenziato in modo grave e irreparabile – prosegue Pasqualina Straface – e a Corigliano rimarranno solo gli infermieri per i prelievi da inviare a Rossano, privando un intero territorio dei servizi ad oggi erogati con puntualità e competenza. Chiediamo pertanto l’immediato intervento dei parlamentari della zona, del sindaco e dell’Amministrazione comunale, dei consiglieri regionali, della presidente della Regione, insomma di tutti i rappresentanti istituzionali per impedire la concretizzazione di questo scellerato disegno da parte dell’Azienda sanitaria. Ci chiediamo, inoltre, come sia possibile continuare a gestire la nostra struttura ospedaliera così come sta attualmente avvenendo e chi stia sostituendo in questo suo periodo d’assenza, facendone le veci, il direttore sanitario del nostro presidio. L’Ospedale “Compagna” di Corigliano merita un impegno costante e mirato alla tutela dei servizi esistenti e per evitare che si prosegui nella riduzione dell’offerta sanitaria vigente. La nostra popolazione ha bisogno di risposte, diritti, fatti tangibili perché con il diritto alla salute non si può e non si deve scherzare».


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