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L’opinione – Zagarese: «Sul Tribunale nessuno dimentichi l’infamia»

Giovanni Zagarese

Giovanni Zagarese

Penso che anche a Rossano dovremo istituire il giorno della memoria, perché nessuno dimentichi l’infamia perpetrata con la cancellazione di 150 anni di storia giudiziaria in nome di una pretesa efficienza della Giustizia che mai come nel nostro caso, evoca invece il concetto di ingiustizia.

Credo che sia, infatti, sotto gli occhi di tutti la grave condizione di inadeguatezza strutturale, organizzativa ed operativa che si coglie entrando nel Tribunale di Castrovillari ove, dopo il primo impatto che immediatamente richiama alla nostra memoria la struttura interna di un pluripiano commerciale con le balaustre insediate dalle braccia della gente in attesa del turno, subentra netta e precisa la percezione della lontananza di quel luogo dal concetto che invece dovrebbe in tutti noi prevalere, di effettiva e concreta amministrazione della Giustizia.
 Un senso di precarietà, provvisorietà, disillusione e delusione profonda, ha per molti mesi accompagnato i nostri viaggi quotidiani da Rossano a Castrovillari e ritorno, più brevi indubitabilmente di quelli anche usuali per Catanzaro, Cosenza, Crotone o Roma tra la sedi più frequentate da chi come me esercita l’avvocatura Penale, ma ciò nonostante più faticosi e tormentati perché appesantiti dall’ossessiva convinzione dell’inutile attuazione di un provvedimento ingiusto ed illegittimo che ha inflitto un vulnus insanabile ed imperdonabile al nostro territorio, agli abitanti di questa area, e , se non corretto, alle generazioni future.
Parlare del disagio materiale, legandolo alle faticose e costose trasferte rese ancor più sofferte dalla notoria ed ormai incontenibile difficoltà finanziaria è oltremodo riduttivo niente affatto indicativo del ben diverso, maggiore ed anche devastante sovvertimento arrecato alla già sofferta tenuta dell’equilibrio socio – economico, politico, culturale.
Basterebbe verificare quante attività sono state di già chiuse e quante chiuderanno nel primo semestre di questo anno, anche indipendentemente dalla sperata emanazione del Decreto Correttivo, e quant’altre sono state o saranno costrette a trasferirsi nel territorio accorpante, per resistere alla naturale concorrenza, con investimenti anche consistenti ed interventi, sottratti al nostro territorio ed a tutto beneficio di altri, immeritevoli e fors’anche irriconoscenti in ossequio alla ricorrente arroganza dei vincitori senza meriti.

Ma la sofferenza più coerente è quella che ci infiamma per la consapevolezza della subita ingiustizia che grida ancor di più vendetta laddove alimentata da corporative difese di una indebita prevaricazione consumata sotto gli occhi di tutti, nelle stanze del potere e con la pretesa di giustificare, secondo assurdi sofismi, la mantenuta sopravvivenza di altre sedi giudiziarie anche a noi vicine il cui nome è legato – e sol per questo – a quello di politici di riferimento, a tutti noti.
La sofferenza di tutti, non attenuata dalla ormai verificata frequentazione degli stessi ambienti sol trasferiti in siti diversi, dove continua però a prevalere l’orgoglio della cultura giuridica del nostro Foro, non vanifica un barlume di speranza di un atteso intervento riparatore del nuovo Guardasigilli, che già conosce – per essere stato Ministro dell’Ambiente – le ambasce e le ingiustizie inferte a questa area anche dai fenomeni atmosferici oltre che dalle turbolenze umane e che confido possa restituire dignità alla Giustizia, oggi invero denegata e fiducia nel futuro a tutti noi che ancora, con inalterata caparbia,crediamo nei valori per i quali continuiamo a batterci.
Avv. Giovanni Zagarese

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