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Longobucco,Dirigente Siviglia:”No legame tra incendi boschivi e autorizzazioni tagli”

Longobucco. Durante il dibattito che si è tenuto lo scorso il 26 aprile, organizzato dalla Cgil di Longobucco ,il dirigente del dipartimento forestazione della Regione Calabria, Salvatore Siviglia, accusa le associazioni contro gli incendi di aver condotto una “campagna mediatica disastrosa”. Secondo l’ingegnere Siviglia è stato assurdo ipotizzare che qualcuno avrebbe incendiato al fine di ottenerne benefici economici. Pochi minuti dopo, la parola passa poi al sindaco del Comune silano Giovanni Pirillo che precisa: “Noi le abbiamo vissute queste esperienze”. Continua “Chi ha incendiato lo ha fatto perché veniva autorizzato a tagliare. Questo è il fatto, forse oggi non si può  fare più”. Le accuse di Siviglia, molto probabilmente, erano rivolte alla nostra “Spegniamo il fuoco, accendiamo il futuro” di Longobucco nata proprio a seguito degli incendi che hanno distrutto il patrimonio boschivo la scorsa estate.

LONGOBUCCO: LE PREOCCUPAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE SPEGNIAMO IL FUOCO

L’associazione dei longobucchesi fu promotrice di una raccolta firme e di molti dibattiti per chiedere l’intensificazione dello spegnimento “da terra”. E che venisse impedito di ottenere vantaggi economici dal taglio degli alberi sopravvissuti ai roghi. Alle accuse del responsabile del dipartimento forestazione, i volontari dell’associazione rispondono con la pubblicazione di un video. Che riguardano le denunce dell’ex primo cittadino di Longobucco, Luigi Stasi. Oltre ai vari servizi giornalistici realizzati dalle redazioni delle trasmissioni televisive Report (2011). E L’Arena (2016). Il video mostra in modo inconfutabile quanto poco sarebbe bastato per “capire qual è il beneficio di chi va a bruciare un bosco”.

La preoccupazione dell’associazione è che la nuova legge regionale contro gli incendi, vieta di tutto. Ma non il rilascio dei permessi di taglio boschi percorsi dagli incendi. “La discrezionalità sulle autorizzazioni di taglio rimane in mano ai funzionari regionali – spiega il presidente dell’associazione, Vincenzo Romano. Che, in qualche caso, preferiscono accusare i cittadini indignati, piuttosto che riconoscere la vera natura del problema. Se l’ingegnere Siviglia si fosse limitato a dire che, diversamente da quanto è accaduto in passato, non saranno più concesse autorizzazioni di taglio a raso, le sue rassicurazione sarebbero sembrate molto più credibili”

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