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Longobucco: Mimmo Flotta pionere di escursionismo e Ospitalità Diffusa

Quando si parla di escursionismo, montagna e ospitalità diffusa, il pensiero non può non andare al piccolo “miracolo Longobucco”. Dove la guida naturalistica Domenico Flotta, per tutti “Mimmo”, da anni ha introdotto un nuovo modo di fare turismo. Grazie ad escursioni emozionali, sostenibilità ambientale e passeggiate naturalistiche, il grazioso borgo di Longobucco, “porta” di accesso al Parco Nazionale della Sila, è diventato meta del turismo taturalistico anche attraverso l’ospitalita diffusa. A Longobucco, Sila greca del Parco, già dagli anni ’90 si è sviluppato il modello di ospitalità diffusa per gli escursionisti, che possono conoscere un territorio meraviglioso rimanendo a contatto con la popolazione che lo abita. E di questo bisogna dire grazie solo ed esclusivamente a un uomo come Mimmo Flotta. Che fa tutto con amore per il suo paese e la sua terra. Un esempio da seguire e imitare.

DA LONGOBUCCO SULLE TRACCE DI NORMAN DOUGLAS

Norman Douglas

“Sono lunghi e pieni di ostacoli i percorsi verso la gloria, ve ne sono alcuni programmati che per essere battuti necessitano di lunghi periodi e di tanta pazienza, ve ne sono altri per i quali serve egual pazienza, ma il risultato è meglio di quello che ti aspettavi quando, una volta partito non avevi ben chiaro neanche quale sarebbe stato l’approdo”. Quando tra il 1907 e il 1911 lo scrittore Norman Douglas, narratore aristocratico scozzese, ma inglese d’adozione, giunse in Calabria si trovò di fronte una terra stupenda. Meravigliosa. Da quel viaggio, nel 1915 nacque una delle opere più belle mai dedicate alla nostra Regione: “Old Calabria”. Che parla di un emozionate e affascinante viaggio attraverso la Calabria. Difficilmente Douglas avrebbe potuto immaginare che a quasi 110 anni di distanza ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe mutuato quell’esperienza rivisitandola e riproponendola in chiave moderna. Certo l’intento è diverso, ma poi se vogliamo neanche tanto. Il senso dell’esplorazione, la voglia di conoscere posti nuovi vivendoli dal di dentro, è nella natura dell’uomo. A Longobucco, in una delle tappe principali di quel suo fantastico viaggio, è successo proprio questo.

FAR CONOSCERE IL BORGO DI LONGOBUCCO ATTRAVERSO IL CONTATTO CON LE FAMIGLIE

Mimmo Flotta con il suo Oscar

Era il 1990 quando, in un periodo tutt’altro che roseo, segnato da un’inarrestabile emorragia di uomini, donne e  menti giovanili. Il giovane Mimmo ha l’intuizione che non ti aspetti, sentendo forte il bisogno di aggregazione. Di esternare e far conoscere il proprio territorio, in un momento in cui ad aggregare è soltanto la voglia di fuga verso le zone marine. Nasce in quell’anno un’idea. “Non sapevo – racconta Mimmo Flotta – certo dove volevo arrivare. Ero mosso solamente dalla voglia di stare assieme e dalla necessità di far conoscere il nostro patrimonio naturalistico. Ancora non era stato istituito il Parco Nazionale della Sila. Poi, come spesso capita per le cose migliori, tante succedono per caso. Incontri fortuiti col destino che segnano la strada maestra e che ti portano dove mai avresti pensato. Tutto nasce nel 1991, da un’idea tutt’altro che bizzarra. Parte un percorso lungo che sta cambiato il volto del piccolo borgo di Longobucco. E soprattutto il modo di fare turismo. L’idea è semplice: utilizzare le case del centro storico mutuando il tipo di ospitalità offerta a Norman Douglas solo qualche annetto ( giusto 110) prima. Offrire, poi, anche la possibilità di stare a diretto contatto con le famiglie del luogo vivendo un’esperienza assai particolare e per certi aspetti sicuramente unica”.

CRESCITA ESPONENZIALE DI PRESENZE TURISTICHE IN PAESE

Mimmo con un gruppo di turisti-escursionisti

È felice Mimmo, quando racconta. Glielo leggi negli occhi. E a giudicare dai numeri ha davvero ragione. Sono, infatti, proprio i numeri a testimoniare la bontà di un’equazione che spesso molti dimenticano. “Dopo due anni di rodaggio – dice Mimmo (come primo vero gruppo gestito arriva il CAI di Pinerolo, poi quelli di Bologna, Genova e altri gruppi escursionisti organizzati: il 2017 sarà il boom delle presenze escursionistiche!) – nasce l’attività legata all’ospitalità diffusa. Con un dato assai curioso: grazie alla nostra esperienza Longobucco diventa pioniera in Provincia di Cosenza rispetto al percorso legato alla nascita del turismo sul modello del B&B“. Numeri, dicevamo: le presenze turistiche in paese sono cresciute tantissimo. Turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Anche dall’America. Il tutto grazie alla rete di contatti creata da Mimmo in tutti questi anni.

UNA STORIA FATTA DI VOLTI, VALLI, MONTAGNE, CASE DI PIETRA E RICORDI

Mimmo su una cima della Sila Greca, alle spalle lo Jonio

Insomma, una risposta contro lo spopolamento dei piccoli centri montani. Importante in un periodo di “vacche magre”. Ma è un’esperienza che va oltre all’aspetto squisitamente economico. È una Longobucco diversa quella offerta ai visitatori. Una lunga strada di speranza che si snoda tra letti di felci, valloni e dirupi. Case abbandonate e famiglie accoglienti. Ma anche e soprattutto panorami mozzafiato che invitano a riflettere e spesso a tornare. C’è chi a Longobucco è arrivato da viaggiatore ed è andato via portando nel cuore volti e paesaggi. C’è chi a Longobucco c’è nato, come Mimmo, decidendo di rimanerci per apporre in calce la propria firma. Scegliendo di riscrivere un pezzo di storia e magari regalarla a chi avrà la pazienza di volerla leggerla. Un uomo, Mimmo, cui questa terra dovrà essere sempre riconoscente. Per quanto ha fatto, quanto sta facendo e quanto ancora farà. Mimmo, che è sposato e ha due figli, va su e giù per le montagne accompagnato dal suo infaticabile cagnolino: Oscar. Insieme ormai sono un’istituzione di Longobucco e tutta la Sila Greca. Da poco, peraltro, ha formato la sottosezione CAI “Sila Greca”. Oltre a essere socio fondatore dell’associazione di volontariato ambientale “Inachis Calabria”, costituita con altri quattro amici lo scorso mese di dicembre. Che dire: se uno come Mimmo non ci fosse, bisognerebbe inventarlo! Ma siccome c’è e con il suo attivismo ha contagiato tutti, ce lo godiamo e ne andiamo orgogliosi!

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