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Longobucco diventa set della docuserie Constitutional Circus

Lo scenografo Beppe Stasi: «è un ottimo pretesto per far conoscere il territorio. Da oggi sono partite le riprese»

Torna il grande cinema di qualità in Calabria, e torna in una delle location più suggestive del panorama montano calabrese, Longobucco, nella Sila cosentina, con una road map di grande interesse antropologico e culturale.

Sono partite oggi le riprese nel borgo dell’argento e dei telai, della docuserie “Constitutional Circus” del regista Berardo Carboni, già autore di film di successo come “Youtopia”. Per una settimana, importanti attori e l’intera produzione del film, saranno ospiti del borgo silano.

Un’occasione per dar lustro ai luoghi più suggestivi del territorio. Riprese, già partite dal primo Agosto, nel comune di Roccascalegna (CH), e che si sposteranno poi in Calabria, dapprima a Longobucco, appunto, per approdare poi a Bisignano, sempre nel cosentino. A Longobucco le riprese, toccheranno posti e luoghi tra i più caratterizzanti del borgo, come il Campanile, l’antichissima torre campanaria normanna, dell’XI secolo, l’Albero Secolare, maestoso pino laricio ultracentenario, a “Petra era gne ‘zzita”, luogo che racchiude misteri e leggende dell’epoca del brigantaggio, i vicoli e le strettoie del centro storico che prenderanno vita e saranno protagoniste assolute del documentario di Carboni.

Il progetto vedrà impegnato proprio un giovane artista longobucchese, Beppe Stasi, che ne curerà la scenografia.

«Ho voluto coinvolgere il mio paese natio – ha detto Stasi – in questa meravigliosa opportunità. Quando Constitutional Circus stava nascendo, l’aria di Longobucco cominciava a venir fuori fin da subito. E man mano che il progetto andava avanti e giorno dopo giorno cominciava ad affiorarsi, ci è sembrato che Longobucco fosse la location perfetta per questo film, dato che la magia e la storia che circonda le montagne di Longobucco, sono perfette per ospitare questi particolari “personaggi circensi”. Dopo numerosi studi, telefonate, email e quant’altro Berardo ha deciso di assegnarmi il ruolo di scenografo, e la realizzazione di alcuni importanti elementi scenografici in particolare».

Ogni circo porta con sé, oltre ad un carico di magia, festa e gioia, anche alcuni elementi e personaggi che sono iconografici, come ad esempio pagliacci, domatrici e animali. Ed è proprio di questi ultimi che Stasi ha dovuto occuparsi, realizzando alcune maschere simboliche in cartapesta, ma sopratutto  di alcune particolari sculture che raffigurano un Toro e un Orso a grandezza naturale, dalla testa estraibile.

«Ogni elemento realizzato nelle scenografie non è quasi mai il classico elemento del circo, poiché simboleggiano sempre altro, come ad esempio il Cigno Nero, chiara allusione alla teoria che ne prende il nome, l’Elefante, in riferimento al grafico di Milanovic che rappresenta la disuguaglianza globale, ma in particolare un Toro e un Orso, in posizione d’attacco, entrambi termini in uso nella finanza e nella borsa. L’orso (“Bear”) rappresenta le fasi di calo dei prezzi, al contrario il toro (“Bull”), incarna le fasi di rialzo. Nel mondo della borsa e dei mercati queste due figure incarnano le due polarità su cui si orientano i flussi di capitali e gli atteggiamenti degli investitori».

«Longobucco – ha proseguito Stasi – oltre ad essere il paese dell’argento e dei telai è anche un paese che vanta una ricchissima tradizione artigianale di fabbri, falegnami e tessitrici. Per questo motivo, – ha dichiarato Stasi – ho coinvolto nella realizzazione delle scenografie, anche di artigiani locali, tra gli ultimi rimasti ancora in attività. Longobucco è stato, ed è, da sempre fucina di grandi artigiani. Proprio per questo motivo ho deciso di avvalermi dell’aiuto di mio padre, Francesco Stasi, per la realizzazione di sgabelli e altre attrezzature di scena, di Domenico Aurea, fabbro locale, che forte della sua esperienza e della tradizione ferraia, ha realizzato un particolare triciclo in ferro battuto appositamente ideato per questo film, e di Carmelina Mazza, tessitrice che ne realizzerà i sedili con splendidi arazzi fatti al telaio, utilizzando un antichissimo “ziambru”, ovvero uno degli esempi di ricamo chiamato “aria stiddata”».

«Il coinvolgimento di persone del posto – aggiunge – è un modo per valorizzare un territorio segnato dallo spopolamento e dalla disoccupazione, ma ricco di tradizioni antichissime, che  oramai vanno man mano scomparendo, come per esempio quella della tessitura al telaio. Credo sia importantissimo mostrare, attraverso il cinema, luoghi nel Sud Italia, inesplorati ma ancora ricchi di risorse umane e culturali».

«Nonostante il periodo segnato dalla pandemia e nonostante le difficoltà nella realizzazione di un tale progetto, abbiamo lavorato sinergicamente riuscendo anche a portare in giro un’equipe costituita da più di venti elementi, cosa difficilissima visto le restrizioni dovute al Covid. Constitutional Circus è anche un pretesto per far conoscere il territorio, e questo è stato possibile anche grazie al patrocinio del comune di Longobucco, ma in particolar modo grazie all’impegno dell’assessore al turismo e alla valorizzazione del territorio Serafino Greco, che ha creduto fin dall’inizio a questo progetto, vedendo la possibilità di poter realizzare un nuovo tipo di turismo di ospitalità diffusa nel borgo».

«Sono sicuro – ha concluso Stasi – che Constitutional Circus sarà un progetto che porterà una nuova ondata di positività, che rimarrà nella storia del mio paese e della Calabria, cercando anche di proporre un nuovo tipo di cinema più accessibile e legato al Sud e alla Calabria».


 

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