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Lo zafferano calabrese prodotto d’eccellenza. La storia dell’imprenditore Mallamaci

Questa è una di quelle storie che colpiscono, come tutte quelle che riguardano la nostra bistrattata terra. Storie di chi decide di rimanere, crederci ed investire sui frutti della terra.

Correva l’anno 2005. Diego Mallamaci, giovane direttore di lavori autostradali, decide di cambiare professione e si mette a coltivare fiori di zafferano nella sua Motta San Giovanni, provincia di Reggio Calabria. La scelta appare un azzardo in un periodo in cui la conoscenza di questo fiore è scarsa. Ma i fatti danno ragione alla sua perseveranza. Lo zafferano Mallamaci è un prodotto di eccellenza, biologico e 100% made in Italy, apprezzato dai consumatori e da chef stellati. 

“Nel Regno delle due Sicilie lo zafferano si produceva in Calabria e in Abruzzo. Mentre qui la tradizione si è mantenuta, da noi si era persa”  Per due anni Diego si immerge nei documenti antichi per trovare tracce della produzione di zafferano in Calabria e si reca in Abruzzo per apprendere le tecniche di raccolta. E poi si lancia nell’attività, riuscendo col tempo a riavvolgere il filo si un patrimonio agricolo che sino a lui, da Roma in giù, si era completamente perso. Il 90% dello zafferano commercializzato in Italia – prosegue Mallamaci – viene importato dall’Iran. (…) Mi reco di ristorante in ristorante, regalo il mio zafferano per farlo provare e far rendere conto i cuochi che la qualità italiana è decisamente superiore. (…) La qualità del prodotto oggi è riconosciuta in via ufficiale dalla Regione Calabria.  (fonte  Il Quotidiano del Sud, contributo SLOW FOOD POLLINO SIBARITIDE ARBERIA).


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